Economia

Due dighe sul Fortore? Il WWF si oppone al progetto di Piano dei Limiti

Preoccupa la richiesta alla Regione Puglia da parte del Consorzio di Bonifica della Capitanata e della Provincia di Foggia, di inserire il progetto tra le opere del Patto per la Puglia in vista del Master Plan per il Sud. Due dighe sul Fortore?

Per il WWF Foggia desta molta preoccupazione la richiesta alla Regione Puglia da parte del Consorzio di Bonifica della Capitanata e della Provincia di Foggia, sollecitata dalla Camera di Commercio e  condivisa da Coldiretti e Agrinsieme, di inserire la Diga di Piano dei Limiti tra le opere del Patto per la Puglia in vista del Master Plan per il Sud.

Viene in sostanza chiesto di riprendere in considerazione un progetto abbandonato dal Ministero delle Infrastrutture. Il WWF ricorda però che sulla questione si è già avuto negli anni passati un approfondito dibattito che ha evidenziato la fragilità delle argomentazioni a sostegno dell'opera. Sono molte le perplessità che hanno fatto ritenere al mondo ambientalista e ad  altre organizzazioni della società civile tale opera inutile, dannosa e dispendiosa.

Nella discussione che si è svolta in passato è stato evidenziato che esistono alternative di gran lunga meno impattanti per garantire la possibilità di approvvigionamento idrico. A titolo di esempio, fra le argomentazioni che furono utilizzate a sostegno della Diga di Piano dei Limiti vi è quella che la stessa servirebbe per interventi di manutenzione sulla  diga di Occhito che si trova a monte del Fortore. Si affermava in sintesi che se ci fosse Piano dei Limiti si potrebbero fare svuotamenti di quella d’Occhito e provvedere alla sua pulizia. È un’argomentazione che appare non convincente.

Sono tanti gli interrogativi sollevati dal WWF di Foggia. "Ci si chiede, infatti, come potrebbe essere possibile svuotare Occhito in Piano dei Limiti se questa diga è già piena d’acqua propria? Altrimenti, proponendo tali interventi, già si prevedeva l’invaso di Piano dei Limiti sostanzialmente vuoto? Tale ultimo dubbio richiama subito una delle principali perplessità manifestate sull’utilità di questo nuovo invaso: l'acqua raccolta a valle d’Occhito è davvero sufficiente a garantire il riempimento di Piano dei Limiti?". Fra le perplessità che hanno caratterizzato il progetto Diga Piano dei Limiti, il WWF ne ricorda qualche altra.

"Perché realizzare una diga a valle di quella enorme di Occhito (capacità di 333 milioni di mc. di cui 250 utili) che è stata inquinata dalla presenza di un alga killer, la famigerata Planktothrix rubescens? Perché realizzare una piccola diga a valle di quella di Occhito che, proprio per la carenza idrica, si è potuto collaudare solo pochi anni or sono? Perché concentrare in un unico luogo impianti strategici di accumulo di acqua per fini potabili ed irrigui?"

"La costruzione di una nuova diga - spiega Carlo Fierro, presidente del WWF Foggia - provoca sempre impatti notevoli, spesso con riflessi anche sulla salute. Fra i tanti, pensiamo ad una ulteriore riduzione della portata minima vitale del Fortore, all'erosione costiera alla sua foce a causa del ridotto apporto di sedimenti, ai cambiamenti climatici locali con aumento dell’umidità. In alternativa è possibile pensare di intervenire in altri settori di importanza strategica quali, ad esempio, il ripristino della rete idrica che presenta ancora alte percentuali di perdite o il riutilizzo delle acque reflue urbane per uso irriguo con il potenziamento degli impianti di depurazione. In definitiva, per la rilevanza della questione, come WWF ci rendiamo disponibili ad un sereno confronto con il Consorzio di Bonifica e con gli altri soggetti ed enti interessati. Auspichiamo, pertanto, un coinvolgimento sostanziale, in cui tutti gli interlocutori siano disponibili ad ascoltare con serenità e spirito costruttivo le diverse argomentazioni e i diversi punti di vista." 

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