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Domenica, 3 Luglio 2022
Economia

Voucher di conciliazione, manca l'avviso per l'accesso ai servizi educativi: "Rischio catastrofe sociale"

L'allarme del presidente della Federazione Scuole Materne e Nidi Puglia Daniele: "Prima di procedere alla mobilitazione generale, ho invitato il presidente Emiliano e gli assessori Leo e Barone a confrontarsi con i gestori dei servizi educativi"

“È ancora il dialogo che cerchiamo con la Regione Puglia. Infatti, prima di procedere alla mobilitazione generale e a tutte le azioni conseguenti, ho invitato il presidente Emiliano, gli assessori Leo e Barone a confrontarsi con i gestori dei servizi educativi nell’assemblea regionale straordinaria convocata per giovedì 16 giugno in videoconferenza.

L’assessora Barone ha già dato la sua disponibilità”. Queste le parole del presidente della Fism regionale, Fabio Daniele, sulla questione della mancata pubblicazione da parte delle Regione Puglia dell’avviso rivolto alle famiglie pugliesi per l’accesso ai servizi educativi accreditati (0/3 anni), tramite l’utilizzo del voucher di conciliazione.

"Purtroppo, sono state vane le sollecitazioni, le richieste di incontro, che da mesi inviamo agli uffici dell’assessorato al Welfare e dell’Istruzione, per poter discutere della pubblicazione dell’avviso per l’anno educativo 22/23 e delle risorse disponibili. La Regione Puglia non ha mai convocato le associazioni di categoria per il settore 0/3 e, ad oggi, abbiamo solo una nota del 16 marzo 2022, in cui si comunicava che la competenza dei servizi educativi è rientrata nell’Istruzione. A tale comunicazione, però, non ha avuto seguito nessun atto normativo. Inoltre, non conosciamo le risorse disponibili e se effettivamente sono state assegnate all’Istruzione. L’inizio dell’anno educativo è previsto il primo settembre 2022 e le famiglie non sanno a chi affidare i loro bambini più piccoli", aggiunge Daniele.

Le strutture educative per la prima infanzia accreditati (asili nido, sezioni primavera e centri ludici per la prima infanzia) sono circa 300. Le famiglie che usufruiscono del buono servizio per la prima infanzia sono circa 8mila per ogni anno educativo, la maggioranza delle quali con un Isee sotto la soglia dei 15.000 Euro. Il personale impegnato è stimato in circa 2500 persone, per il 95% donne. “La Fism ritiene che la mancata prosecuzione dell’azione dei voucher di conciliazione per le famiglie provocherà una vera catastrofe sociale ed educativa. Infatti, al grave danno per le famiglie che dovranno, per chi può, pagare una retta di frequenta molto costosa, ci saranno centinaia di licenziamenti di donne lavoratrici e la chiusura di centinaia di presidi educativi” continua Fabio Daniele.

Servizi Educativi (gestori, famiglie, lavoratrici) che hanno costruito insieme agli uffici regionali l’azione dei voucher conciliazione e che ha contribuito al raggiungimento di obiettivi straordinari quali migliorare e potenziare l’accessibilità dei servizi per la prima infanzia, dal 2% del 2010 al 19% del 2021, garantire l’accesso a servizi di qualità, alle famiglie con condizioni di maggiore fragilità economica e di maggiore vulnerabilità sociale, sostenere le esigenze di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, incrementare l’occupazione femminile, preservare il diritto di libera scelta delle famiglie nell’ambito del sistema dell’offerta di servizi educativi. “Tutto lo sforzo fatto negli ultimi anni rischia di svanire senza conoscerne le motivazioni. I pugliesi non lo meritano e noi faremo di tutto per evitarlo”, conclude Daniele.

Nel pomeriggio di oggi 15 giugno è arrivata la seguente nota della Regione Puglia. "È stata approvata oggi in Giunta regionale la delibera dell’assessorato al Welfare con gli indirizzi operativi per l’adozione dell’Avviso Pubblico riferito all’erogazione dei buoni minori per l’annualità 2022-203 e la definizione dei criteri di riparto ai soggetti pubblici beneficiari. La domanda di accesso al Buono Servizio potrà essere presentata con riferimento alla frequenza dei centri socio educativi diurni per minori, centri aperti polivalenti per minori, ludoteche e servizi educativi e per il tempo libero. “Da quest’anno - dichiara l’assessora regionale al Welfare - il sistema il segmento di offerta educativa 0-6 anni è di competenza del Dipartimento Lavoro, Istruzione e Formazione poiché rientra nell’ambito dei servizi educativi, come già comunicato con nota del 16.3.22, mentre la competenza del Dipartimento Welfare attiene esclusivamente ai servizi socio – educativi riferiti alle strutture per minori, i centri aperti polivalenti per minori, le ludoteche ed i servizi educativi e per il tempo libero. Già lo scorso 6 giugno il Dipartimento Welfare ha tenuto un incontro con associazioni per illustrare i punti salienti del nuovo Avviso pubblico, che sarà pubblicato anche con anticipo rispetto allo scorso anno, e le relative coperture finanziarie. Stiamo lavorando per garantire la continuità dei servizi socio educativi e per gestire al meglio il cambiamento per quello che riguarda i servizi educativi. Creare allarmismi sulla possibile perdita di posti lavoro e servizi per le famiglie in questa fase è solo destabilizzante e non serve a fare il bene della comunità”.


 

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