L’ambizioso progetto di Telesforo per la villa comunale: “Faccio questo in memoria di mio nonno”

Il presidente del Gruppo Telesforo anticipa i progetti successivi al restauro della statua di Vincenzo Lanza, che saranno affidati nuovamente alla restauratrice Carla Russo

Paolo Telesforo

Il restauro dell’opera scultorea dedicata a Vincenzo Lanza è il primo passo di un progetto più importante che punta al recupero della villa comunale di Foggia. Parola di Paolo Telesforo, patron dell’omonimo gruppo, eccellenza della sanità privata pugliese. “Il restauro del monumento a Vincenzo Lanza non è il punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso ambizioso che mira a restituire alla città di Foggia e ai suoi luoghi simbolo, la dignità della memoria e la fruibilità da parte dei cittadini foggiani”.

Il presidente del Gruppo Telesforo sottolinea: “La prima fase del progetto consisterà nel restauro di tutte le statue dedicate alla memoria dei foggiani più illustri, come Rosati e Scillitani, effettuato e progettato sotto nostro impulso dalla bravissima Carla Russo. Le spese saranno sostenute da un gruppo di imprese e cittadini benemeriti i cui nomi presto renderemo noti”

La seconda fase prevede invece il recupero della zona archeologica, delle serre, dei giardini delle essenze per finire con il bellissimo boschetto “che speriamo possa ridiventare un luogo sicuro, godibile dalle famiglie foggiane senza timori di trovarsi di fronte a situazioni pericolose o imbarazzanti” aggiunge Telesforo, che rivela il progetto di cui si sta occupando il cognato Gioacchino Rosa Rosa, vale a dire la creazione all’interno della villa della sezione distaccata della Polizia Municipale a cavallo: “Certo ci sono delle difficoltà oggettive, con l’aiuto dell’Amministrazione Comunale dovremo lottare contro la burocrazia regionale e trovare un po’ di fondi, ma siamo sicuri di portare a casa anche questa battaglia che permetterebbe alla Villa Comunale di riprendere la sua naturale funzione di luogo delle famiglie, degli anziani e dei bambini”.

Telesforo conclude ricordando la figura del nonno ed ex sindaco di Foggia: “Faccio tutto questo anche in memoria di quel sindaco foggiano che nel 1949, quando furono stanziati i fondi per ricostruire il Pronao della Villa distrutto dai bombardamenti, fu pesantemente insultato e selvaggiamente malmenato per non essersi prestato a speculazioni e pressioni da parte di alcuni costruttori del nord Italia che volevano trasformare la villa in un albergo di lusso. Ciò nonostante, quel sindaco non arretrò di un passo. Quel sindaco era mio nonno, Paolo Telesforo”.

Queste le parole di Franco Landella: “Siamo grati ai componenti della famiglia Telesforo che così generosamente ha voluto promuovere e sostenere l’importante restauro. E’ questo lo spirito che da tempo cerchiamo di stimolare nei foggiani, che devono diventare protagonisti attivi, accanto al Comune, della rinascita anche materiale della loro città, stanti le note difficoltà economiche dell’ente. Il gruppo familiare Telesforo è l’esempio virtuoso di una classe imprenditoriale e di una società civile che vuole contribuire in prima persona al recupero di beni pubblici, che sono di tutti e che tutti dovrebbero far rispettare, per prevenire il degrado, invece di dover sempre correre ai ripari dopo le bravate dei vandali. Per questo sono felice di aver appreso dai giornali che ci sono anche altri gruppi cittadini che vogliono promuovere il restauro delle opere che decorano la villa. L’entusiasmo e la voglia di fare sono segno di ripresa di una importante coscienza civica nella nostra comunità, anche se non sempre basta la volontà: occorrono anche competenze e metodi per non rischiare di danneggiare i monumenti nel tentativo di ripulirli. Saremo lieti di esaminare i progetti che vorranno sottoporci, sempre a condizione che siano elaborati secondo le prescrizioni delle soprintendenze competenti».

Così l’assessore alla Cultura, Anna Paola Giuliani: “Abbiamo accolto con grande gioia l’idea che ci è stata proposta da Gioacchino Rosa Rosa a nome della famiglia Telesforo. Lo spirito mecenatistico che traspare da questa iniziativa è segno di un amore per la propria città che dovrà essere di stimolo per quei foggiani che non hanno più rispetto dei beni culturali del nostro bel capoluogo».

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