menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Automezzo rifiuti

Automezzo rifiuti

San Marco in Lamis: vertenza lavoratori rifiuti, Corsino attacca Cera

I lavoratori non firmano e la ditta cerca di mediare. Corsino: "Angelo Cera più volte s'è reso protagonista di offese ai lavoratori in strada mentre questi svolgevano il proprio compito, appellandoli come fannulloni"

E’ un fiume in piena Michele Corsino. Il segretario provinciale della Funzione Pubblica Cgil interviene in merito alla vertenza dei 23 lavoratori dell’igiene ambientale di San Marco in Lamis, che da giorni assistono al muro contro muro tra il sindacato e l’amministrazione comunale, in attesa di conoscere il loro futuro lavorativo.

La situazione sembra precipitare e per questo motivo Corsino ha chiesto un incontro urgente in Prefettura. “Alle 23 unità lavorative si contrappone – afferma Corsino – la volontà espressa dal primo cittadino nel nuovo bando di assegnazione dell’appalto, quella di assumerne semplicemente 17”. In un incontro svoltosi a Palazzo Badiale, la ditta vincitrice ha sostenuto di poter arrivare a 19 unità, massimo 20. Chiedendo di fatto che il Comune faccia uno sforzo per evitare che qualcuno vada a casa. “Noi crediamo che quella del primo cittadino sia un’operazione che apre la strada all’assegnazione di servizi connessi all’igiene ambientale ad altre ditte. Ovviamente i lavoratori, come nel loro diritto, non firmano il passaggio alla nuova ditta prima che non si faccia chiarezza sulla vicenda” afferma il segretario.

Nel febbraio scorso, l’amministrazione Lombardi aveva sottoscritto un accordo e firmato un’intesa in Prefettura per l’assunzione di 23 unità trasformando i rapporti di lavoro in full time. “Un’intesa che - sostiene Corsino - Angelo Cera s’è permesso di definire come accordo truffa”.

Il segretario della Funzione Pubblica non si risparmia e affonda il colpo: “Il sindaco ha uno strano modo di intendere il suo mandato, evidentemente si crede più un podestà. Siamo disposti a ricorrere alle vie legali se continua ad interferire nell’attività lavorativa – per quanto il servizio è pubblico parliamo pur sempre di lavoratori che sono in carico ad un’azienda privata – e di fatto di mobbizzando gli stessi. Più volte s’è reso protagonista di offese ai lavoratori in strada mentre questi svolgevano il proprio compito, appellandoli come fannulloni. Addirittura dando mandato ai Carabinieri di chiedere a questi perché non firmassero il passaggio alla nuova azienda vincitrice dell’appalto. Atteggiamenti che non siamo più disposti a tollerare” conclude Michele Corsino.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

"Compro 3mila dosi del vaccino Sputnik con la mia indennità"

Attualità

L'impianto di compostaggio di San Severo si farà: ha vinto Saitef, il Consiglio di Stato certifica il 'pasticcio' del Comune

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

FoggiaToday è in caricamento