Vertenza Don Uva, Di Fonso: “Primo maggio amaro per 120 infermieri senza stipendio”

Il segretario Usppi Massimiliano Di Fonso contro il commissario Cozzoli: "Nonostante il mancato pagamento di due mensilità, continuano a lavorare con spirito di sacrificio"

Un primo maggio amaro per gli infermieri della cooperativa Rubens che lavorano al Don Uva. “120 infermieri  a causa del mancato pagamento del commissario Cozzoli sono rimasti senza stipendio”. Così i segretari provinciali del sindacato Usppi, Massimiliano Di Fonso e Massimo Nicastro, che ancora una volta puntano il dito “contro la superficialità e la poca attenzione ai lavoratori del Don Uva, ma soprattutto agli infermieri che con la loro professionalità” – aggiungono – “nonostante il mancato pagamento di due mensilità, continuano a lavorare con  spirito di sacrificio”.

“Non si può certamente continuare in questo modo, ad elemosinare il di pagare le prestazioni che gli infermieri effettuano ogni mese. Gli chiediamo a chiare lettere di internalizzarli, constatato il sacrificio che hanno dovuto fare in questi anni per mancati pagamenti e discriminazioni professionali. Il costo orario pagato alla cooperativa è uguale ed identico a quanto la stessa struttura di via Lucera potrebbe pagare agli infermieri. In quattro mesi alla guida del Don Uva non è riuscito a realizzare assolutamente nulla, non è stato capace di aprire il dialogo con la Regione per mettere le condizioni la struttura di poter migliorare sulla qualità dei servizi e sulle nuove prestazioni che in qualche modo sarebbero affidate al Don Uva.

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La produttività è al 98 % con tutto il personale che è in regime di solidarietà, dove ogni lavoratore lascia ogni mese 200 euro e che solo grazie agli stessi l'ente di via Lucera continua ad esistere. Aspettiamo che lo stesso arrivi al 30 di giugno per verificare difatti cosa abbia prodotto per il Don Uva in regime di commissariamento. Se non dovessero esserci progressi per lo storico centro di riabilitazione, è preferibile che Cozzoli torni a fare il consulente al ministero”. 

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