Divina Provvidenza, lavoratori a rischio: "Necessaria l'apertura di un tavolo tecnico"

L'allarme lanciato: "Chiediamo di attivare la task force con urgenza, di chiarire la posizione della Regione, di capire lo stato d’ansia dei lavoratori e delle famiglie dei pazienti"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Ansia, preoccupazione, futuro incerto. E’ tutto quello che da tempo sono costretti a vivere i dipendenti della Congregazione Ancelle Divina Provvidenza di Foggia e Bisceglie. Forte è la preoccupazione inerente il loro futuro occupazionale.

Sulla questione sono tornati, ancora una volta, Luigi Giorgione, segretario generale, e Onofrio Ambrosino e Angelo Abbruzzese, rispettivamente segretari aziendali delle sedi di Bisceglie  e Foggia. Firmano una lettera congiunta, indirizzata al presidente della Regione, Nichi Vendola, al commissario straordinario della Congregazione di Bisceglie, Bartolo Cozzoli, e al ministro dello Sviluppo Economico.

“Da moltissimi anni si assiste al ricambio dei vertici aziendali ma nella sostanza la conclusione è che allo stato attuale la Congregazione è in amministrazione controllata ed  è stata affidata al commissario straordinario Bartolomeo Cozzoli nominato dal Ministero dello Sviluppo economico. Sappiamo benissimo che  Lei è a conoscenza della problematica in quanto nei mesi scorsi la situazione vi è stata portata all’attenzione al fine di attivare un tavolo tecnico per verificare lo stato dell’arte dell’azienda”, spiegano.

“Dopo non molti incontri e tra l’altro senza prospettive, il risultato finale è che da moltissimi mesi la regione è assente. Come pure lo stesso Commissario straordinario che doveva presentare un piano industriale di possibilità di rilancio della congregazione, al momento non ci è dato sapere se è stato predisposto, se pur più volte chiesto e sollecitato ma senza risconto positivo. Con il commissario straordinario si sono susseguiti degli incontri sull’organizzazione aziendale e sulla possibilità di riduzione delle ore di solidarietà che sono ancora in itinere”. 

“Per quanto chiediamo di attivare la task force con urgenza, di chiarire definitivamente la posizione della Regione, di capire lo stato d’ansia dei lavoratori e delle famiglie dei pazienti, della problematica sociale che potrebbe innescarsi con la chiusura della struttura. Dovrà comprendere la nostra preoccupazione ma soprattutto la celerità del caso che richiede”.

“Non riusciamo a comprendere perché non vi è più nessun interesse per una struttura che opera da oltre 90 anni sul territorio, sopperendo servizi che lo Stato dovrebbe garantire e, nello stesso tempo chiediamo al commissario straordinario Bartolo Cozzoli di chiarire ufficialmente la posizione della Congregazione sulla presentazione del piano industriale”.

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