Prezzo uve ai minimi storici e vendemmia a rischio. Produttore vitivinicolo di San Severo scrive a Mattarella: "Grosse difficoltà"

La lettera di Gianfelice d’Alfonso del Sordo, produttore vitivinicolo in San Severo al presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Egregio signor presidente, nel 2016, in occasione del 50° anniversario del Vinitaly, ho avuto l’onore di ricevere dalle Sue mani il riconoscimento di benemerito della vitivinicoltura italiana intitolato alla memoria di 'Angelo Betti', assegnato ogni anno dall’ente fiera di Verona a coloro che si sono distinti in questo ambito.

In quell’occasione ho gradito particolarmente le Sue parole di stima e di sostegno a noi produttori che ogni giorno affrontiamo tanti problemi per produrre e valorizzare uno dei simboli dell’Italia nel mondo: il vino.

Ho potuto apprezzare la Sua conoscenza della cultura agricola e di quella nostra particolare attitudine ad essere, come qualcuno ci ha definito a giusta ragione, le “sentinelle del paesaggio” proprio per la continua tutela che esercitiamo non solo sui campi destinati alle nostre coltivazioni ma anche sui territori che, troppo spesso, vedono l’abbandono o peggio la presenza delle ecomafie.

Mi rivolgo a Lei quindi, per informarLa, in questo drammatico momento per la nostra nazione e per l’umanità intera, delle grandi difficoltà che noi produttori vitivinicoli stiamo affrontando e non è un caso che io lo faccia nei giorni in cui si sarebbe dovuta tenere proprio la 54ma edizione del Vinitaly annullata al pari di altre importanti manifestazioni in tutto il mondo.

Infatti, tra pochissimi giorni, il calendario agricolo imporrà a tutti i produttori viticoli di valutare se valga la pena sostenere o meno i costi di produzione per una vendemmia che, se tutto dovesse andare per il meglio, vedrà il prezzo delle uve ai minimi storici e, quindi, non consentirà di coprire i costi di produzione, in quanto il prodotto dell’ultima vendemmia 2019 è rimasto quasi interamente in giacenza nella maggior parte delle cantine italiane.

Sono convinto che la nostra categoria appartiene a quelle che subiranno di più le conseguenze di questa “sosta forzata” perché al di là del danno economico siamo pressati e angosciati dalle decisioni da prendere in breve tempo: decisioni che saranno fondamentali non solo per la continuità delle nostre aziende ma anche per la rinascita del nostro paese.

Come è accaduto nel dopoguerra l’Italia si dovrà rialzare facendo perno sulle sue attività apprezzate e riconosciute a livello mondiale, che ne hanno decretato la fama, insieme alle sue bellezze storiche e paesaggistiche. E, proprio per questo siamo coscienti del ruolo fondamentale del nostro lavoro nel far risorgere l’immagine della nazione.

La nostra categoria non ama piangersi addosso ed è avvezza a fronteggiare gli eventi naturali ma questa volta non possiamo farcela da soli. Proprio per questo chiedo il Suo diretto interessamento affinchè le misure che il Governo sta in questi giorni annunciando possano trovare immediata realizzazione, garantendo la sopravvivenza di tantissime aziende ed eliminare, una volta per tutte, gli ostacoli burocratici che spesso annullano gli effetti positivi anche di misure positive.

Le sono grato per tutto quello che potrà fare, sperando di poter vedere presto momenti migliori per la nostra amata Italia. Un cordiale saluto.

Gianfelice d’Alfonso del Sordo, produttore vitivinicolo in San Severo

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
FoggiaToday è in caricamento