Capitanata eccellenza per l'uva da vino, ma rischia di essere penalizzata: no alla riduzione immediata della produttività

La provincia di Foggia è una delle aree italiane con la media più alta di produzione. “Quantità e qualità in crescita, grande attenzione alle dinamiche sulla redditività”

Uva da vino

“La Capitanata è una delle aree italiane con la più alta media per ettaro di produzione delle uve da vino. C’è una discussione in atto, all’interno della filiera vitivinicola nazionale, rispetto alla necessità di ridurre le quantità di prodotte per ettaro al fine di riequilibrare il meccanismo domanda-offerta per ottenere prezzi più remunerativi. È una discussione utile e necessaria ma, in accordo con il 90% di tutte le componenti della filiera, CIA Agricoltori Italiani sostiene che la riduzione da concordare debba essere progressiva e non immediata, perché l’interesse prioritario da difendere è quello di favorire e non di penalizzare i produttori, la loro capacità produttiva e la programmazione della stessa”.

A intervenire sulla questione, fortemente dibattuta in questi giorni anche e soprattutto a livello nazionale, è Nicola Cantatore, direttore provinciale di CIA Capitanata. “Negli ultimi 10 anni”, ha aggiunto Michele Ferrandino, presidente provinciale dell’organizzazione per tutta l’area del Foggiano, “i nostri produttori hanno dichiarato e certificato all’Agea di aver prodotto quantità più elevate della media nazionale di uva da vino per ettaro. Si tratta di produzioni importanti non solo quantitativamente, ma anche dal punto di vista qualitativo, con una crescita rilevante di quote di mercato”.

La Capitanata, in sostanza, sarebbe penalizzata se, a livello nazionale, fosse imposta tout court, senza distinzioni tra i diversi territori, una riduzione delle quantità prodotte da attuare nel giro di un solo anno. Una decisione simile, infatti, andrebbe a penalizzare i produttori vitivinicoli. “Per questo motivo”, ha spiegato Cantatore, “CIA Agricoltori Italiani e la quasi totalità delle diverse componenti la filiera vitivinicola italiana stanno decidendo, attraverso un approfondimento e un’analisi tutt’ora in corso, quali siano i migliori meccanismi da attuare progressivamente, con l’obiettivo specifico di tutelare le esigenze e gli interessi dei produttori vitivinicoli”, ha aggiunto il direttore provinciale di CIA Capitanata.     

“Riteniamo che, per ciò che attiene a questa importante questione, sia condizione inderogabile quella di trovare un’intesa concordata, ben ponderata in tutti i suoi possibili sviluppi, e soprattutto che realizzi un equilibrio capace di soddisfare tutte le componenti in gioco. Il settore vitivinicolo, in Puglia e in modo particolare in provincia di Foggia, ha fatto passi da gigante negli ultimi 20 anni. Sono cresciute e vanno consolidandosi esperienze innovative di cantine dove si è realizzato quel ricambio generazionale che, in altri settori del comparto, tarda ad affermarsi. Si tratta di un settore dove sempre maggiore è l’apporto positivo delle donne e all’interno del quale vanno sviluppandosi integrazioni con turismo e multifunzionalità. È anche alla luce di queste dinamiche che va ponderata qualsiasi decisione rispetto agli assetti produttivi. Noi ci siamo e crediamo che ‘fughe in avanti’ e prese di posizione ‘in solitaria’ non siano la strada giusta per centrare quegli obiettivi di redditività e sviluppo che sono condizione irrinunciabile di una crescita di tutto il settore vitivincolo”, ha concluso il presidente provinciale di Cia Capitanata Michele Ferrandino.

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