Biccari, Alberona, Castelluccio, Faeto e Roseto uniti nel Monte Cornacchia

Unione dei Comuni per ottemperare a una legge, ma per garantire i servizi e offrire una prospettiva All’iniziativa, promossa da Biccari, aderiscono anche Castelluccio Valmaggiore, Faeto e Roseto

Il Monte Cornacchia (Foto di Peppino Pavia)

C’è anche Alberona nella nascente Unione dei Comuni denominata “Monte Cornacchia”. Il Consiglio Comunale, infatti, ha completato l’iter di approvazione dello Statuto e dell’Atto Costitutivo dell’unione promossa dal Comune di Biccari e della quale sono parte integrante anche i comuni di Castelluccio Valmaggiore, Faeto e Roseto Valfortore. L’Unione dei Comuni risponde all’obbligo, per i paesi con popolazione inferiore ai 3mila abitanti, di esercitare in forma associata una serie di funzioni fondamentali.

L’obiettivo più concreto dell’iniziativa è quello di riuscire a garantire i servizi alla popolazione di un’area omogenea per storia, cultura, potenzialità e criticità. Per i borghi dei Monti Dauni, unirsi è ormai diventata una esigenza ineludibile per la crescita culturale, sociale ed economica delle Comunità. Dal punto di vista culturale, non è più eludibile la questione attinente all’integrazione degli ex territori marginali nelle dinamiche della nuova economia sostenibile.

L’Unione – negli intenti espressi dai Comuni del “Monte Cornacchia” – è uno degli strumenti principali per realizzare azioni che promuovano il protagonismo degli ex territori marginali valorizzando le vocazioni autentiche di territori e collettività: la biodiversità del patrimonio ambientale, la qualità delle produzioni artigianali ed enogastronomiche, la piena tracciabilità dei prodotti agroalimentari, l’unicità di un modus vivendi che affronta la globalizzazione attraverso la rielaborazione creativa e funzionale della tradizione. Una tradizione da intendersi non come piattaforma immobile del passato, ma come base per la ricerca innovativa di un diverso e più proficuo ‘continuum’ tra passato e futuro. Le unioni comunali, dunque, come strumento per definire internamente e nella percezione esterna una nuova identità per le aree interne della provincia di Foggia.

Dal punto di vista sociale ed economico, attivare concretamente questo processo, significa affrontare i nodi irrisolti delle criticità che frenano lo sviluppo sui Monti Dauni: l’eccessivo invecchiamento della popolazione, lo spopolamento, la scarsa prossimità dei servizi attinenti ai diritti alla salute, all’istruzione, alla formazione professionale, alla possibilità di una migliore e più completa fruizione di biblioteche, centri culturali. Affrontare con convinzione il percorso delle alleanze tra i comuni è il primo e più importante passo per andare oltre, attrezzandosi per una interazione intelligente e consapevole col più ampio sistema delle alleanze e integrazioni tra territori.

Remando insieme, definendosi internamente e all’esterno come il territorio dello sviluppo sostenibile e responsabile, i Monti Dauni possono costituire una straordinaria opportunità per la Puglia e il Mezzogiorno di ampliare le economie legate al ‘turismo esperenziale’, una piattaforma ideale su cui innestare un processo di crescita per il settore dei servizi alle imprese, l’industria della creatività, l’agroalimentare di qualità, l’utilizzo equilibrato delle fonti rinnovabili di energia, l’uso di materiali e la valorizzazione di nuove professionalità.

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