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Troppe anomalie nella ricognizione dei brevetti: l’Unifg abbandona la Minaba Tech

La ricognizione generale tra i brevetti e gli spin off dell’Ateneo, ha evidenziato significative anomalie. Da qui la decisione di recedere dalla società costituita per produrre prodotti ittici con elevata valenza salutistica, e che Unifg aveva contribuito a fondare nel 2014

Nell’ambito di una ricognizione generale dei brevetti, delle start up e degli spin off tutelati del tutto o in partecipazione, l’Università di Foggia ha deciso di recedere dallo spin off Minaba Tech SrL. L’uscita dalla compagine societaria si è resa necessaria in seguito alla segnalazione del Collegio dei revisori di significative anomalie e al conseguente invio degli atti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia. Sulla scorta delle segnalazioni del Collegio dei revisori, la documentazione relativa a Minaba Tech SrL è stata inoltrata anche alla Procura della Corte dei Conti.

La società era stata costituita il 27 ottobre 2014 a Manfredonia attraverso le seguenti partecipazioni: prof. Matteo Alessandro Del Nobile (ordinario UniFg) con una quota di 16.000,00 euro pari al 16% del capitale sociale; prof.ssa Amalia Conte (ricercatrice UniFg) con una quota di 14.000,00 euro pari al 14% del capitale sociale; sig.ra Liliana Troiano con una quota di 21.000,00 euro pari al 21% del capitale sociale; Minaba Tech SrL con una quota di 47.000,00 euro pari al 47% del capitale sociale; e, infine, l’Università di Foggia con una quota di 2.000,00 pari al 2% del capitale sociale. Da statuto la Minaba Tech SrL avrebbe dovuto occuparsi «dello sviluppo, della produzione e della commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico, in particolare la produzione e l’immissione sul mercato di una serie di prodotti, a base di pesce, con elevata valenza salutistica, elevata shelf-life, di facile consumo e pronti all’uso», se non fosse che proprio la ricognizione delle proprietà scientifiche e intellettuali in corso all’Università di Foggia ha evidenziato una serie di rilievi formali, di istanze specifiche e di richieste di chiarimenti (in larga misura inevasi) che hanno portato, tra l’altro, anche alla segnalazione del Collegio dei revisori alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia (a cui ha fatto seguito denuncia da parte dell’Università di Foggia, depositata presso lo stesso organo).

Nello specifico, al vaglio degli organi di controllo e contestualmente sottoposta agli organi inquirenti, c’è l’assemblea straordinaria dei soci di Minaba Tech SrL tenuta il 25 gennaio 2017: pur non essendo mai stata convocata, l’Università di Foggia risulta agli atti rappresentata dal proprio docente prof. Diego Centonze (mai autorizzato né informalmente, né formalmente con specifica delega, come previsto in questi casi), nonché componente del consiglio di amministrazione della società. Particolare di un certo rilievo, se si considera che nel corso di quell’assemblea i soci di Minaba Tech SrL decisero: la riduzione del capitale sociale da 100.000 a 10.000 euro (in misura non proporzionale e secondo accordi asseritamente raggiunti dai soci); la fuori uscita dalla compagine sociale della sig.ra Liliana Troiano (che all’atto della costituzione deteneva il 21% della società); la redistribuzione delle quote sociali in violazione del diritto di prelazione, con conseguente incremento della partecipazione dei proff. Del Nobile e Conte al 75% del capitale sociale, nonostante l’assenza formale e sostanziale del socio UniFg mai convocato. A questo si aggiunga che l’Università di Foggia, in qualità di socio, non è mai stata informata della cancellazione di Minaba Tech SrL dal registro sociale delle start up innovative (avvenuta il 3 gennaio 2017), un atto che fa decadere l’interesse scientifico dell’Ateneo a partecipare a una società che per mission dovrebbe occuparsi di ricerca e innovazione. “Abbiamo rilevato significative anomalie – argomenta il direttore generale dell’Università di Foggia, dott.ssa Teresa Romei – che non ci consentono di tutelare adeguatamente gli interessi scientifici e l’immagine dell’Università di Foggia. Da qui l’opportunità ravvisata di recedere dalla compagine della Minaba Tech SrL. I nostri revisori dei conti hanno chiesto di inviare la documentazione dello spin off alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, ai fini dell’accertamento di eventuali illiceità”.

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