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La storia di Pasquale e Unick , il cavallo "agricoltore" salvato dal macello che oggi produce un grano antico: "Risponde ai comandi in francese"

Pasquale Dedda, imprenditore 35enne di Carapelle, in piena emergenza Coronavirus, riesce a salvare la vita ad uno stallone francese destinato al macello e apre un'azienda di produzione di pasta "a cavallo".

 

Grazie all'associazione Save The Working Horse, Pasquale è riuscito a salvare la vita del suo nuovo amico Unick, stallone dal peso di sette quintali e mezzo.

Giorno dopo giorno ha imparato a vivere in simbiosi con lui affrontando un percorso imprenditoriale che lo ha riportato indietro di 70 anni.

Coltivare 5 ettari di terreno senza l'ausilio di alcun macchinario per produrre grano evitando di inquinare. Due le varietà, il senatore Cappelli e il Saragolla,  grani antichi dalle straordinarie proprietà organolettiche e a basso contenuto di glutine, quindi ottime per i celiaci.


Coltivare un appezzamento di terreno esclusivamente a trazione animale è sicuramente molto più faticoso e porta via molto più tempo, ma, oltre a garantire zero inquinamento, permette al terreno di non essere schiacciato dal peso dei  trattori e quindi ad essere più produttivo. 


Unick, animale dall'animo docile, ascolta i comandi che vengono impartiti dal suo amico Pasquale in francese perché, come spiega l'imprenditore carapellese "la lingua francese è una lingua dolce e si adatta perfettamente al mood di tranquillità che si è deciso utilizzare con Unick". 


Da questa bella storia nasce il pastificio Dedda, "la pasta a cavallo", prodotta utilizzando un mulino artigianale realizzato in legno e una macina a pietra vulcanica dell'Etna che provoca una bassissima corrosione, di conseguenza non rilascia detriti o impurità nella farina - dice Pasquale - e la differenza si vede e si gusta.

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