Trattamento Sanitario Obbligatorio: protocollo tra Comune, Asl e Ospedali Riuniti

Il protocollo è attuativo di quanto previsto dalla normativa sia nazionale che regionale e rappresenta la ridefinizione concordata di quanto fu già approvato e sottoscritto, in via sperimentale, il 16 maggio 2013

Trattamento Sanitario Obbligatorio

“Abbiamo dato continuità ad un provvedimento previsto dalla normativa sia nazionale che regionale”. Il sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, ha sottoscritto con le altre istituzioni coinvolte il protocollo d’intesa definitivo tra Comune di Foggia, Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Foggia e Azienda Ospedaliero-Universitaria “OO.RR.” di Foggia, in merito alle procedure per l’effettuazione degli Accertamenti e dei Trattamenti Sanitari Obbligatori per malattia mentale.

Il protocollo, il primo nel Centro-Sud ed uno dei pochissimi in Italia, ha come finalità principale quella di analizzare, sinteticamente, le condizioni per l’attivazione degli interventi sanitari psichiatrici obbligatori; specificare e definire una serie di regole condivise, in particolare circa le funzioni ed i compiti dei diversi referenti istituzionali, che siano rispettosi delle esigenze di tutti i soggetti coinvolti (in primis del malato) e conformi ai principi di legalità e di collaborazione reciproca; delineare un modello operativo, già applicato con esito positivo in una prima fase sperimentale della durata di un anno, per la corretta ed omogenea gestione integrata delle emergenze-urgenze psichiatriche e per l’esecuzione delle procedure ASO e TSO su tutto il territorio del Comune di Foggia.

I soggetti firmatari si impegneranno, con la sottoscrizione della presente intesa, a mettere in atto tutti gli interventi necessari per la realizzazione dei succitati obiettivi, nel rispetto delle specifiche competenze istituzionali. Una grande novità prevista dal documento ed applicata con successo durante la fase sperimentale è rappresentata dalla definizione della procedura operativa relativa all’esecuzione del TSO extraospedaliero (presso il Centro di Salute Mentale o a domicilio) da prediligere tutte le volte che sia possibile e che risulti necessario eseguire il trattamento senza sradicare il paziente dai suoi abituali luoghi di vita.

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