Tremiti svendute per pochi spiccioli: trivellarle costa 2mila euro all'anno

Lo denuncia Angelo Bonelli, esponente dei Verdi: “L’Italia deve fermare le trivelle, non i referendum”. Michele Emiliano: “Iniziare la campagna referendaria”

Trivellazioni a largo del Mare Adriatico

Per perforare il fondale marino del Mare Adriatico a largo delle Isole Tremiti, la Petroceltic Italia pagherà allo Stato appena 5,16 euro per km/q, vale a dire nemmeno 2mila euro all’anno. A denunciarlo è il noto esponente dei Verdi, Angelo Bonelli. Inoltre, le introspezioni petrolifere verrebbero eseguite con l’air gun, una delle tecniche più devastanti utilizzate per la ricerca di idrocarburi, per giunta in un’area ricca di biodiversità, gioiello ambientale dello Stivale, fonte di ispirazione delle musiche e delle canzoni di Lucio Dalla sottolinea Bonelli. “L’Italia deve fermare le trivelle non i referendum, valorizzare i suoi tesori ambientali, tutelare l’economia della pesca, dell’agricoltura e del turismo che sono messe a rischio dalle tecniche invasive e distruttive di perforazione. Il futuro non è il petrolio, ma una politica energetica 100% rinnovabile perché la lotta ai cambiamenti climatici non si fa bucando la terra per trovare petrolio, ma avviando la modernizzazione dell’Italia che in questo campo è stata contrastata dalle lobby del petrolio” aggiunge l’onorevole.

TRIVELLAZIONI MINACCIANO LE TREMITI

Sulla vicenda è intervenuto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, “le Regioni proponenti i referendum non devono fare passi indietro. Dovranno elevare subito conflitto di attribuzione nei confronti dello Stato davanti alla Corte Costituzionale per alcune norme dell'emendamento natalizio che hanno scippato al popolo italiano la possibilità di esprimersi in sede referendaria sul punto di restituire o meno alla Conferenza delle Regioni il potere di decidere se e dove sia possibile trivellare a fini di ricerca petrolifera. Si dovrà inoltre iniziare subito la campagna referendaria valutando tutte le altre iniziative necessarie alla tutela del nostro mare".

Questo il commento del vicepresidente del Consiglio regionale, Giandiego Gatta: “C’è un limite a tutto ed oltrepassarlo, calpestando la volontà del popolo, legittima la protesta più dura: svendere bellezze paesaggistiche come le isole Tremiti alle compagnie multinazionali, che vogliono deturpare il nostro mare, è un delitto di cui si sta macchiando tutto il centrosinistra ed in particolare il Partito Democratico”.

Aggiunge l’esponente di Forza Italia: “Saltiamo dalle sedie non solo per l’atto dispotico del governo Renzi, che dà un colpo di spugna alle indicazioni delle Regioni; ma soprattutto perché, con tutta evidenza, ricchezze straordinarie come le Tremiti vengono servite su un piatto d’argento per poche briciole, duemila euro. E’ questo il valore del nostro mare per Renzi e il suo partito, un valore a dir poco ridicolo con cui si autorizzano le trivelle”

Conclude l’avvocato sipontino: “Una protervia senza precedenti nella storia istituzionale, che rischia di compromettere in modo irreversibile l’assetto del territorio. Il tutto per accontentare i poteri forti, amici del centrosinistra, in nome del business più scellerato”.

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