Tributi, Dicesare neutralizza la "bomba" lanciata da Longo: la replica del dirigente alle affermazioni "false e calunniose"

Il dirigente del Servizio Politiche fiscali del Comune di Foggia replica punto per punto al consigliere comunale. E spiega perché non siano stati inviati avvisi di accertamento Imu a 3.217 contribuenti

Carlo Dicesare

Il dirigente del Servizio Politiche fiscali e del Servizio Economico finanziario Carlo Dicesare replica punto per punto ai quesiti posti dal consigliere comunale Bruno Longo in un'interrogazione urgente sulla gestione dei tributi, presentata il 6 luglio scorso e trasmessa anche alla Procura e alla Corte dei Conti.

"Preliminarmente si rileva la falsità e la calunniosità delle affermazioni costituenti la premessa dell’interrogazione consiliare - scrive Dicesare - in relazione alle quali è omessa l’indicazione delle fonti e di riferimenti circostanziati. Invero, il fil rouge del documento è dato dalla coniugazione al condizionale delle condotte denunciate (“avrebbe”, “sembrerebbe”, “circolano insistenti voci”, “se si confermasse”)". Il dirigente ridimensiona innanzitutto la spesa ipotizzata per l'internalizzazione del servizio di gestione delle entrate tributarie, extra-tributarie e patrimoniali dal 20 settembre: fino al 21 gennaio ammonta a 119.600 euro. Da lì in poi, alla società Andreani Tributi s.r.l. è stato affidato il servizio di supporto ed affiancamento agli uffici comunali (si precisa come non sia affidataria del servizio di riscossione) e il costo ammonta a 663.632,88 euro (Iva inclusa).

Dicesare motiva, inoltre, la scelta di rifiutare il commissario giudiziale che, a detta di Longo, avrebbe consentito di risparmiare: "La normativa in tema di interdittiva antimafia - replica il dirigente - non prevede il ricorso alla figura del commissario giudiziale nelle ipotesi di servizi non costituzionalmente garantiti, tra i quali rientra il servizio di riscossione dei tributi". Evidenzia come dalla risoluzione del contratto d'appalto con Adriatica Servizi l'Ente non abbia subito "alcun pregiudizio economico" e, anzi, risulta aver conseguito maggiori risparmi per 735.535 euro. 

Non corrisponde al vero - secondo quanto riferito dal dirigente Carlo Dicesare - che la Società Adriatica Servizi avesse fornito già a settembre un "elenco dettagliato di circa 4.000 contribuenti Imu/Tari con rate di scadenza di pagamento al 31 dicembre 2019", pena la prescrizione. Adriatica Servizi ha inoltrato al Comune di Foggia solo a far data dal 9 dicembre 2019, e solo in seguito a diffida da parte dell’Ente, precisano da Palazzo di Città, la documentazione indispensabile per l’elaborazione dei 3.509 avvisi di accertamento Imu 2014 in scadenza al 31 dicembre 2019, che l’Ufficio avrebbe dovuto notificare nel termine di nemmeno venti giorni lavorativi. Troppo stretti i tempi a disposizione del Servizio Politiche Fiscali "L’Ufficio, nel breve termine ha provveduto a verificare, bonificare, elaborare, stampare e notificare 292 avvisi di accertamento per omesso/parziale versamento dell’Imu 2014", che ammontano complessivamente a 7.829.727,28 euro evasi. La priorità è stata assegnata alle posizioni debitorie maggiormente esposte nei confronti dell’amministrazione comunale.

È risultato"oggettivamente impossibile" notificare gli atti agli altri 3.217 contribuenti. "È evidente, dunque, che la responsabilità del danno subito dall’Ente per l’intervenuta decadenza del potere di accertamento dell’Imu 2014 (esercitabile dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2019) è ascrivibile unicamente alla ingiustificata inerzia dell’ex concessionario - afferma Dicesare - protrattasi pertanto per ben quattro anni, undici mesi e nove giorni, salvo poi rimettere gli atti all’amministrazione comunale appena pochi giorni prima dello spirare del termine". Risultano, poi, presunti minori versamenti Tari relativi all'anno d'imposta 2019 da parte di 135 contribuenti, ma scadono nel 2024.

L’importo complessivo della presunta Imu (2014) evasa ammonterebbe a 14.497.111 euro. "Da tale importo andrebbero in ogni caso defalcate le somme rivenienti dai 292 avvisi di accertamento Imu notificati dall’ufficio (7.829.727,28 euro), nonché quelle che a seguito di preliminare attività sono stati o dovranno essere stralciati in quanto derivanti da una approssimativa e poco attendibile elaborazione massiva effettuata da Adriatica Servizi".

In riferimento alla riscossione coattiva da parte dell'Agenzia delle Entrate, affidata tramite convenzione quasi nove mesi fa, la notifica di cartelle e avvisi di accertamento tributario è stata sospesa, causa Covid, fino al 31 agosto. Sono stati però trasmessi titoli esecutivi per un totale di 29.077.209 euro riferibili ad attività di recupero poste in essere dai precedenti concessionari (Aipa, Mazal, Adriatica) non ancora riscossi. Parte dei titoli potrebbero essere decaduti e il Servizio intende quantificare il danno addebitabile al concessionario responsabile del ritardo e inoltrare apposita segnalazione alla Corte dei conti.  

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Vero è che non è stato possibile, causa lockdown, predisporre e sottoporre al Consiglio comunale entro il termine stabilito alcuna proposta di deliberazione sulle nuove modalità di espletamento del servizio di gestione delle entrate comunali. Più di un mese fa - comunica Dicesare - è stato sollecitato un incontro con i dirigenti responsabili dei Servizi interessati.

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