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Nel 2022 stop ai viaggi fuori regione della frazione organica dei rifiuti dalla Capitanata: "Lavoriamo agli impianti"

I lavori dell'impianto pubblico di compostaggio di Bari sono quasi ultimati. Pronto il progetto per Foggia, ora al vaglio del Nucleo di valutazione degli investimenti pubblici. È partita, intanto, la richiesta per i ristori ai Comuni che sostengono gravosi costi extra per il trasporto

"Nel 2022 dovremmo ridurre fortemente l'utilizzo di impianti extraregionali". Parola di Gianfranco Grandaliano, direttore generale dell'Ager Puglia, Agenzia territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti. La deadline è subordinata al rispetto del cronoprogramma dei lavori del nuovo impianto di compostaggio di Bari e di quello di Ginosa.

Da quasi due anni, dalle province di Foggia e Bat e anche dal Salento, i camion valicano i confini regionali per conferire la frazione organica dei rifiuti solidi urbani. 

Nel 2019 a causa della sospensione delle attività degli impianti Maia Rigenera Srl di Lucera e Aseco spa di Ginosa, società partecipata dall'Acquedotto Pugliese, si registrava in Puglia un deficit impiantistico per il trattamento e recupero Forsu di oltre 3,5 chiloton settimanali. A maggio di quell'anno, Ager attivò le procedure straordinarie per individuare tutte le soluzioni possibili e scongiurare un'emergenza.

Prima della chiusura per lavori di adeguamento e successivo sequestro, nell'azienda privata in contrada Ripatetta in provincia di Foggia conferivano i rifiuti 149 comuni. Assieme a Ginosa, incamerava quasi il 40% della frazione organica della regione.

Oltre ai sigilli per due impianti, è intervenuta la riduzione della capacità autorizzata di trattamento dell'impianto Eden 94 srl di Manduria e gli altri in esercizio sul territorio regionale raggiungevano già i limiti settimanali autorizzati.

L'impianto di Bari, il primo pubblico del Sud, è quasi pronto. "I lavori sono al 90% - fa sapere Grandaliano - manca pochissimo". È fiducioso che nel giro di un anno la Puglia possa smettere di dipendere dagli impianti fuori regione. Nel primo trimestre 2022 dovrebbero terminare anche i lavori a Ginosa per consentire la riapertura dell'impianto. Così la regione potrebbe uscire dal tunnel della carenza impiantistica. Non è escluso, poi, che entro quest'anno possa riaprire anche Maia Rigenera, contribuendo a sbloccare anzitempo la crisi impiantistica. I lavori, infatti, sarebbero a buon punto. 

"Nel panorama del centro sud siamo molto più avanti rispetto agli altri - afferma Grandaliano - sia come situazione impiantistica sia nella progettazione".

Mentre il sistema andava in tilt con due impianti chiusi e gli altri già impegnati, la Regione Puglia si adoperava per realizzarne di nuovi, provando ad accelerare i tempi. È in corso la procedura di autorizzazione per quello di Brindisi e il progetto dell'impianto pubblico del Comune di Foggia, corredato dal piano economico finanziario, è ora al vaglio del Nucleo di valutazione degli investimenti pubblici, in quanto ammesso a finanziamento. "Stiamo aspettando che lo licenzi - conferma il numero uno di Ager - per poi procedere alla sottoscrizione del disciplinare per il finanziamento". I tempi di realizzazione sono stimati in almeno 36 mesi.

L’impianto di trattamento e recupero della frazione organica nella macroarea Nord avrebbe una potenzialità di circa 40.000 tonnellate annue. L'intervento è finanziato all'80% dalle risorse Por Puglia 2014-2020.  

Nel frattempo, però, i comuni della provincia di Foggia continuano a sostenere costi extra per il trasferimento della Forsu verso impianti ubicati fuori Regione e i sindaci hanno rappresentato anche alla presidente dell'Ager, Fiorenza Pascazio, serie difficoltà a reggere il peso di quei costi aggiuntivi. Su impulso dell'avvocato e sindaco di Bitetto, il direttore generale Grandaliano ha reiterato ufficialmente la richiesta alla Regione Puglia affinché provveda a ristorare i comuni, in considerazione del perdurante stato di criticità.

Già per il 2019 la Regione aveva riconosciuto un contributo straordinario, erogando circa 3 milioni di euro. "Visto che questa situazione contingente dovrebbe durare per tutto il 2021, salvo eventuali aperture, abbiamo chiesto alla Regione di riconoscere un ulteriore contributo ai Comuni per i maggiori costi di trasporto sostenuti - conclude Grandaliano - Nel 2022 dovremmo avere una situazione decisamente migliore".

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