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Immagine d'archivio

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Pomodoro: si parla di valorizzazione e Igp ma non si vuole riconoscere agli agricoltori un prezzo adeguato

Per la campagna di trasformazione del pomodoro non c’è ancora l’accordo tra l’industria e la parte agricola. Lo rileva il presidente dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Giorgio Mercuri

“Inconciliabili e ancora molto distanti risultano ad oggi le posizioni dell’industria e della parte agricola nella trattativa in corso per l’accordo interprofessionale per la campagna di trasformazione del pomodoro da industria nel Centro Sud”. Lo rileva il presidente dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Giorgio Mercuri. “Trovo alquanto contraddittorio che da una parte si parli di valorizzazione del prodotto e di riconoscimento della Igp per il pomodoro pelato e dall’altro non si vuole riconoscere alla parte agricola un prezzo adeguato che tuteli il reddito degli agricoltori e li preservi dal rischio di produrre sottocosto”.

“Considero inoltre inaccettabile che la crescita e lo sviluppo di un comparto così vitale per l’economia del mezzogiorno non debba passare anche e soprattutto attraverso una equa remunerazione dei produttori e dei lavoratori impiegati nella filiera. Non dimentichiamo che la battaglia del capolarato è ancora tutta da vincere e con il peggioramento dei redditi e dei salari si va a minare l’etica e la sostenibilità di tutta la filiera”.

Il presidente Mercuri evidenzia anche il fatto che “il ritardo nel definire un accordo porti anche ad una maggiore difficoltà da parte dell’agricoltore nella scelta della tipologia di pomodoro a cui l’industria conserviera è maggiormente interessata”

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