85 euro per un farmaco salvavita: ecco il ticket che preoccupa i trapiantati

Si tratta del farmaco ‘Sandimmun Neoral’. A denunciarlo è Francesco Niglio, delegato foggiano dell’Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto

Foto (Drug3k.com)

84,57 o trentuno euro (a seconda della posologia), a tanto ammonta il ticket che dal 16 aprile i trapiantati della provincia di Foggia e pugliesi dovranno versare se vorranno ritirare il ‘Sandimmun Neoral’, il farmaco che previene il rigetto dell’organo trapiantato. A denunciare la spesa “assurda e impossibile da sostenere per chi vuole continuare la terapia salvavita con il farmaco originale’, è Francesco Niglio.

Secondo delegato foggiano dell’Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto, “da parte degli amministratori regionali che hanno studiato questa legge, è mancato ciò che è o dovrebbe essere il fondamento dell’etica e del buonsenso, quello di informare gli specialisti medici che dovrebbero controllare la conversione dal farmaco originale al generico, in modo da evitare qualsiasi problema legato a questa delicata manovra terapeutica”.

Niglio aggiunge: “Per doverosa precisazione evidenzio come, al momento, comunque sia il farmaco generico sia reperibile con estrema difficoltà in tutte le farmacie della nostra regione ma soprattutto credo che chi abbia con grande superficialità emanato tale norma, abbia dimenticato che - anche se fosse disponibile il generico - ci sarebbe la logica corsa dei trapiantati ad accaparrarselo, determinando, poi, l’impossibilità per le farmacie di poter rispondere positivamente alle ulteriori richieste”.

Secondo il delegato A.N.E.D. “probabilmente gli amministratori regionali nel programmare la misura di legge non hanno considerato che la mancata assunzione del ‘Sandimmun Neoral’, la non disponibilità del generico e/o la impossibilità economica di acquistare il farmaco originale, potrebbe causare il rigetto dell’organo trapiantato una situazione di estrema sofferenza con ovvio pericolo di vita.”

E aggiunge: “A commentare tale assurda disposizione sembrerebbe che la salute non sia un bene primario da tutelare per gli amministratori  della nostra regione, poiché  non si può sottacere che la legge in oggetto è al momento in vigore solo in Sicilia e in Puglia mentre nelle altre regioni d’Italia il farmaco salvavita è assolutamente esente da qualsiasi forma di pagamento”

Il delegato per la provincia di Foggia e componente del comitato pugliese dell’Associazione Nazionale Dializzati e Trapiantati, chiede ufficialmente che i competenti uffici della regione Puglia ritirino con effetto immediato “tale iniqua e vergognosa norma, sicuramente lesiva del diritto alla “salute”. “Il bene salute non può e non deve essere oggetto di mera speculazione politica in ragione di una economia del bilancio di una regione che stride rispetto ad evidenti sprechi di altra natura che la stessa politica quotidianamente esprime”.

Francesco Niglio conclude: “Tanto dovevo come trapiantato e come rappresentante di una associazione di pazienti che sarà sempre in prima linea a tutela dei nostri diritti; ma con orgoglio evidenzio altresì come ci sia in questi momenti la piena e totale solidarietà e presenza costante al nostro fianco del prof. Giuseppe Grandaliano, direttore della Cattedra di Nefrologia e Trapianti degli Ospedali Riuniti e di tutto il personale medico che segue i trapiantati con dedizione e grande professionalità”

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