Lunedì, 2 Agosto 2021
Economia

Nuova normativa Tari, le imprese della provincia di Foggia chiedono ai comuni di adeguare i regolamenti

Pronta la proposta unitaria di Cna, Confartigianato, Casartigiani e Confesercenti. Tra le richieste, la possibilità di esercitare l’opzione tra servizio pubblico e privato

Modificare i regolamenti Tari nei comuni della provincia di Foggia applicando correttamente la normativa a seguito delle novità introdotte dal Testo Unico Ambientale. È la principale richiesta delle imprese rappresentate da Cna, Confartigianato, Casartigiani e Confesercenti che si alleano per presentare alle amministrazioni della Capitanata una proposta unitaria.

La normativa, ad esempio, tra le altre cose, prevede l’esclusione dalla superficie tassibile di quella parte destinata alla lavorazione ed al deposito delle merci. In più, le imprese chiedono la possibilità di esercitare l’opzione tra servizio pubblico e privato dopo l’approvazione dei regolamenti comunali e delle relative tariffe, e una leale computazione della componente variabile e della quota fissa della Tari.

Le quattro associazioni di categoria evidenziano come una delle più significative modifiche recentemente introdotte nel Testo Unico Ambientale sia la revisione delle modalità di assimilazione ai rifiuti urbani di rifiuti speciali provenienti da attività produttive commerciali ed artigianali.

"Con queste nuove modalità, sono ora assimilati agli urbani i rifiuti elencati nell'allegato L-quater alla Parte IV del Decreto Legislativo n.152/2006 e provenienti dalle attività elencate nell'allegato L-quinques. Un emendamento al Decreto Sostegni ha spostato questa nuova classificazione al 1° gennaio 2022, ma ha confermato l’obbligo dei Comuni di modificare i propri regolamenti entro il 30 di giugno e quello delle imprese di comunicare entro il 30 maggio la volontà di uscire dal servizio pubblico di gestione dei rifiuti”.

La nuova normativa, infatti, abolisce la privativa del servizio pubblico nella gestione di tali rifiuti e prevede la possibilità da parte dei produttori di conferirli per il recupero ad imprese private. Tale opzione ha una ricaduta sull’applicazione della tassa dei rifiuti solidi urbani alle imprese artigiane e commerciali, tenuto conto che in caso di opzione nessun servizio verrebbe erogato da parte del Comune in favore delle stesse se non quello di pulizia delle strade e di raccolta dei rifiuti abbandonati. 

"Le associazioni di categoria, con spirito di collaborazione, intendono confrontarsi con i Comuni rappresentando gli interessi delle imprese.La tassa sui rifiuti è ormai diventata una imposta patrimoniale non collegata in nessun modo al servizio erogato, che si somma alla quota non deducibile dell’Imu ed all’Irpef che matura sui capannoni - spiegano Cna Foggia, Confartigianato, Casartigiani e Confesercenti - In questo modo i Comuni costano alle imprese più dello Stato ed in periodo di crisi i costi inutili pesano di più. Contiamo sulla disponibilità degli amministratori ad un confronto e sollecitiamo la costituzione di tavoli tecnici per giungere ad una regolamentazione condivisa".

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