Tagli ai treni: la marcia su Roma dei sindaci pugliesi e campani

Stamane a Roma la manifestazione istituzionale contro il taglio dei treni. Mongelli: "Tante le adesioni, perché è in gioco il futuro delle nostre comunità". Rischiano di essere cancellate 30 corse

L'immagine di un treno

Ci sono anche i gonfaloni di Napoli, Lecce e Taranto e le insegne di Anci Puglia e Basilicata alla mobilitazione istituzionale promossa dai sindaci di Foggia e Bari a tutela del diritto alla mobilità, in corso questa mattina dinanzi alla sede romana del Gruppo Ferrovie dello Stato.

Ho la netta sensazione, oltre alla speranza, che ci saranno molti rappresentanti delle istituzioni cittadine, provinciali, regionali e nazionali a manifestare contro il piano di riorganizzazione dei collegamenti ferroviari tra nord e sud, est e ovest del Paese – afferma il sindaco di Foggia, Gianni Mongelli – perché è cresciuta la consapevolezza della posta in gioco: il futuro delle nostre comunità”.

Sotto l’egida dell’Anci Puglia e insieme a Michele Emiliano, il primo cittadino foggiano si mobilità contro “il depotenziamento del servizio” ferroviario derivante dalla cancellazione di “circa 30 tra Eurostar, Intercity ed Espressi (diurni e notturni, giornalieri e periodici) in partenza da Puglia, Calabria e Sicilia e diretti a Bolzano, Roma, Milano, Torino e Venezia”.

E’ questo il contenuto delle “scelte operative dei vertici del gruppo Ferrovie dello Stato che avranno come effetto la mortificazione del diritto alla mobilità, la crisi economica ed occupazionale delle aziende dell’indotto ferroviario, la negazione della funzione sociale universalmente assegnata al trasporto pubblico, la marginalizzazione dei nostri territori, la riduzione ulteriore della quantità e della qualità dei servizi offerti da Trenitalia alle nostre comunità”.

La mobilitazione, decisa dal Comitato informale ‘I sindaci per il diritto alla mobilità’, organizzatosi durante l’incontro svolto nella Sala Giunta di Palazzo di Città a Foggia, lo scorso 29 novembre, a cui parteciparono i sindaci di Bari e Taranto, e gli amministratori di Barletta, Ariano Irpino e Ostuni.

L’obiettivo è “rendere percepibile il disagio delle nostre comunità”, nonché attivare “un confronto, serrato e responsabile” tra il gruppo Ferrovie dello Stato e le istituzioni locali per “l’individuazione concertata degli interventi di riorganizzazione oggi decisi unilateralmente e sulla base di criteri a noi del tutto ignoti”.
 

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