Manfredonia: scongiurato il taglio di circa 700.000€ di trasferimenti statali

Effetto dell’estinzione anticipata di 34 mutui decisa dal Consiglio Comunale. L’Assessore Rinaldi: “Allentati anche i vincoli del Patto di stabilità”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

“Deliberando l’estinzione anticipata di trentaquattro mutui, abbiamo ridotto l’indebitamento del Comune, scongiurato il taglio di quasi settecentomila euro ai già ridotti trasferimenti statali e ottenuto l’allentamento dei vincoli del Patto di stabilità Interno”. E’ l’Assessore al Bilancio e Patrimonio del Comune di Manfredonia, Pasquale Rinaldi, ad indicare gli obiettivi finanziari raggiunti dall’Amministrazione Comunale con l’approvazione da parte del Consiglio Comunale, lo scorso 29 novembre, del rimborso anticipato di 34 mutui contratti con la Cassa Depositi e Prestiti, tra il 1996 ed il 2005, per la realizzazione di opere pubbliche.

Complessivamente il debito ancora da pagare ammontava a 551.084,27 euro, a cui aggiungere 79.112,27 a titolo di penale per l’estinzione anticipata.  “Abbiamo considerato che trentuno contratti sarebbero scaduti nel 2015 – spiega l’Assessore Rinaldi e quindi abbiamo scelto di anticipare la loro scadenza, pur affrontando un sacrificio finanziario immediato, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente gli equilibri di bilancio e la riorganizzazione della spesa. La scelta, per molti versi imposta dal Governo Monti, non avrà alcun effetto sul piano investimenti per il 2013 e ci consentirà di non subire ulteriori penalizzazioni da parte dello Stato”.

“Abbiamo dimostrato, per l’ennesima volta, la nostra seria volontà di partecipare al risanamento del bilancio dello Stato e la nostra capacità di riorganizzazione della spesa, pur di fronte ad un crescendo di obblighi per i Comuni. L’auspicio – conclude l’Assessore al Bilancio e Patrimonio, Pasquale Rinaldi è che il prossimo Governo comprenda quale e quanto stress finanziario abbiano sopportato i Comuni nell’ultimo triennio e decida di costruire insieme alle autonomie locali un rigoroso federalismo solidale, vocato alla promozione dello sviluppo e non alla soppressione dei servizi”.

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