Rifiuti, lavoratori preoccupati: “No ai tagli”. Grandialiano: “No, ma spesa va ridotta”

Le organizzazioni sindacali temono “tagli al personale” e minacciano scioperi e disservizi. Il presidente di Amiu Puglia, Grandialiano: “Non dobbiamo incappare nella presunzione d’esubero, non si torna indietro”

Immagine di repertorio

Foggia: torna lo spettro dell'emergenza rifiuti. E torna in piena estate. E' bastata la minaccia di "stato di agitazione" lanciata questa mattina dai sindacati all'indirizzo di sindaco e Prefetto per innescare l'allarme tra i lavoratori di Amiu Puglia ed i cittadini. Con una nota stringata le segreterie territoriali di Fp Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil e Ugl I.A. "preoccupate – scrivono - dall'attuale situazione di tagli al personale annunciate da Amiu Puglia spa" tornano a sollecitare un incontro urgente col primo cittadino e minacciano, qualora la richiesta resti inevasa, "l'avvio delle procedure di raffreddamento per lo stato di agitazione", meglio note come scioperi e disservizi. Cinque i giorni concessi al sindaco.

Una nota che basta ad mettere in allarme la città, reduce da un'emergenza ambientale che negli anni ha conosciuto proporzioni enormi, giunta al suo apice col fallimento di Amica, l'azienda comunale di igiene urbana. Di qui la fusione con Bari e dunque la costituzione di Amiu Puglia spa, perfezionatasi due mesi fa, e che sembrava aver restituito serenità a comparto e servizio. La nota dei sindacati di oggi assume così l'aspetto di un vero e proprio fulmine a ciel sereno.

Interpellato, il presidente di Amiu Puglia spa, Gianfranco Grandaliano, mostra stupore. "Nessuno ha mai parlato di tagli" assicura, ma non nasconde una certa tensione. Perfezionato il tema societario, infatti, il nodo è la riorganizzazione definitiva del personale, 340 unità, che oggi lavorano con un contratto part-time in virtù di un accordo sindacale ponte che attuò in via temporanea i famigerati "demansionamenti tecnici".

"Nonostante il part-time - spiega Grandaliano - la spesa incide oggi sui ricavi per il 63%. Per legge, bisogna che la portiamo al 50%, full time compreso. O il rischio è di incappare nella presunzione di esubero". Dunque tagli? "Non sono all'ordine del giorno. I sindacati sono in possesso di un prospetto contenente tutte le ipotesi di recupero di quel gap. Secondo i nostri calcoli, con un taglio alle ex indennità di anzianità ed il mantenimento dei livelli e delle buste paga attuali scenderemmo al 59%. Certo, saremmo ancora sopra il consentito ma la legge di stabilità parla di un 50% tendenziale. Ulteriori misure le concerteremo coi sindacati".

Ma nessuno pensi di ripristinare lo status quo del passato, avverte Grandaliano. "Tornare a quelle piante organiche significherebbe non solo far schizzare l'incidenza del costo per personale al 75%, assolutamente insostenibile, ma riportare negli uffici le unità che noi abbiamo rimesso per strada. A tutto svantaggio del servizio. Quel tempo è finito". La discussione è solo all'inizio. I sindacati sono stati convocati per mercoledì prossimo. Si prevede un'estate calda. Non solo climaticamente.

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