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Provincia sospende l’assistenza agli alunni audiolesi, lo ‘Smaldone’ insorge: “E’ uno scandalo”

Ora “tutte le famiglie dovrebbero farsi carico dell’intera spesa economica”. Sospesi tutti i servizi d’assistenza. Genitori, insegnanti e bambini pronti a manifestare e a scendere in strada

L’istituto ‘Filippo Smaldone’ di Foggia insorge. Al centro della protesta “lo scandalo riguardante l’assistenza ai disabili”. Per accedere ai servizi del polo di riferimento per gli audiolesi di Foggia e Provincia, “tutte le famiglie dovrebbero farsi carico dell’intera spesa economica” dichiarano il dott. Alfonso Filippone e la dott.ssa Serena Crincoli.

L’istituto foggiano, già scuola d’infanzia e primaria paritaria, dallo scorso anno è anche un asilo nido gestito dalle Suore Salesiane dei Sacri Cuori e da un team di docenti, educatori e logopediste e personale psico-pedagogico altamente specializzato per l’educazione e riabilitazione dei bambini sordi

C’ERANO UNA VOLTA I CONTRIBUTI. “Con la legge sull’integrazione scolastica, la scuola prevede una completa integrazione con bambini udenti al fine di rendere quanto più funzionale il processo riabilitativo. E’ dal 1960 che quest’attività si svolge in completa gratuità (condizione di grande vantaggio per le famiglie, soprattutto a seguito degli elevati costi della sanità), mediante la convenzione stipulata con la Provincia di Foggia e la Regione Puglia, che finanzia totalmente la formazione scolastica, le terapie riabilitative (logopedica, musicoterapica e psicomotoria) oltre che ad attività di potenziamento scolastico pomeridiano, mensa scolastica, trasporto e vitto per i non residenti”.

I PRIMI TAGLI. “Le attività illustrate, con i relativi servizi, sono rese disponibili oltre che ai bambini interni all’istituto anche agli esterni che chiedono di avere accesso soltanto alle attività e terapie riabilitative. Già lo scorso anno, la Provincia di Foggia ha effettuato un pesante taglio sui fondi destinati a questo scopo, escludendo dalla convenzione il contributo riguardante il trasporto, a danno di tutti i bambini non residenti a Foggia e di tutte le famiglie che non hanno la possibilità economica di sostenere il costo per questo servizio a loro essenziale”.

LA LETTERA DELLA PROVINCIA. “Quest’anno, ad anno scolastico già iniziato, la stessa provincia di Foggia, ha comunicato all’istituto, mediante lettera, la sospensione totale di tutti i servizi di assistenza sopraelencati, mettendo tutti i bambini e le relative famiglie, nelle condizioni di non poter proseguire un percorso scolastico, venendo meno alla continuità che è prerogativa essenziale per un ottimale percorso educativo e riabilitativo già avviato e consolidato da anni, oltre che di poter usufruire di ciò che è nel loro diritto. Allo stato attuale, per poter accedere ai nostri servizi, tutte le famiglie si dovrebbero far carico della totale spesa economica relativa. In alternativa, dovrebbero rivolgersi alla scuola pubblica e al servizio sanitario pubblico”.

“UN VERO SCANDALO”. “Considerando che l’anno scolastico è già cominciato, questi bambini sarebbero costretti all’immediato trasferimento nella scuola pubblica, che però oggi non potrebbe garantire alcun servizio di sostengo scolastico, vista la tempistica da adottare in merito. Per ciò che concerne l’aspetto riabilitativo, i bambini sarebbero costretti ad entrare nelle lunghissime liste di attesa dell’ASL dove sarebbero obbligati a rispettare una ciclicità di intervento che andrebbe totalmente a danno di quelle che sono le loro esigenze e urgenze riabilitative. Questo è un vero e proprio ‘scandalo’”,

LA CRISI COLPISCE I BAMBINI. “E’ inammissibile che un bambino, che nasce con problemi uditivi, e con la conseguente difficoltà di integrazione sociale, da tutti i punti di vista, sia costretto, oggi, a non poter più beneficiare di un servizio di cui ha usufruito fino ad ora. E’ assurdo che la crisi economica debba andare a danno del diritto alla vita, e di bambini che già combattono con la loro disabilità e con famiglie che sono costrette a dover fronteggiare quello che in questo modo diviene un ‘problema’”.

QUALI SOLUZIONI?. “Il tutto va anche a danno, e alla beffa, di chi da anni svolge con professionalità un lavoro, che non è una semplice occupazione, ma una vera e propria missione, quella di educatore, insegnante e riabilitatore, che di conseguenza, si ritrova tra le mani un preavviso di licenziamento, a meno che questa situazione non torvi al più presto una soluzione a vantaggio di chi richiede soltanto che gli venga riconosciuto un diritto. La questione è di una certa urgenza, tant’è che ci stiamo muovendo, con tutti i genitori dei bambini, su diversi fronti per poter trovare al più presto una soluzione ottimale a quanto fin’ora esposto”.

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