Capitanata, tagli al corpo docente: il prossimo anno 410 posti in meno

Loredana Olivieri, FLC: "soppresse le serali, aule sovraffollate con disabili, così è scuola caos". In provincia di Foggia 160 cattedre in meno nella scuola primaria, 50 nelle medie, 200 nelle scuole superiori

Si chiude nel peggiore dei modi l’anno scolastico in Capitanata. Sono stati infatti resi noti il numero dei tagli che riguarderanno il solo corpo docente, 410 posti in tutto: 160 nella scuola primaria, 50 nelle medie, 200 nella scuola superiore. “Abbiamo sempre parlato - a proposito del combinato tra riforma Gelmini e finanziarie di Tremonti – come del più grande licenziamento di massa protagonista lo Stato”, commenta Loredana Olivieri, segretaria generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza di Foggia. “Posti di lavoro persi e cattedre soppresse che si sommano a quelle dei due anni che abbiamo alle spalle e delineano il grande attacco all’istruzione pubblica che questo Governo sta portando avanti”.

LA NOTA DELLA FLC

Si scrive scuola, si legge caos: “Il taglio le compresenze, le cattedre soppresse, i circa 70 docenti non ricollocati a disposizione dell’Ufficio Scolastico Provinciale, lasciano ben poche speranze di lavoro nel prossimo anno anche ai tanti precari che magari negli anni passati con supplenze annuali o periodiche sono riusciti comunque a lavorare e percepire reddito – sottolinea Loredana Olivieri. Un disastro per una provincia già fortemente segnata dal poco sviluppo, dalla disoccupazione, dal diffuso lavoro nero”. "Gli effetti dei tagli, oltre che sui lavoratori ricadranno ovviamente sulla qualità della formazione, sugli studenti, sulle loro famiglie – aggiunge la segretaria della Flc Cgil di Foggia -. Nelle superiori un numero così alto di tagli non è giustificato dal minor numero di iscrizioni. Duecento posti in meno significano 106 classe soppresse, ovvero sovraffollamento, difficoltà nello svolgimento della didattica, nel seguire gli studenti. Alla faccia delle direttive del ministero sulle azioni contro la dispersione scolastica, ancora alta soprattutto nel Mezzogiorno”. Le più colpite dai tagli saranno le scuole tecniche-professionali, “e in attesa di conoscere i dati relativi ai tagli del personale tecnico e Ata, possiamo anticipare quasi con certezza che in molti istituti ci saranno difficoltà nel gestire i laboratori, in alcuni casi nel garantire la sicurezza e la gestione dei plessi”.

Disabili e corsi serali, colpiti i più deboli: “Se è vero che in Capitanata aumentano i posti per il sostegno, e ciò accade perché aumentano le iscrizioni con di ragazzi con disagi – spiega Olivieri – va detto che viene oramai del tutto ignorata la norma che prevede che lì dove vi sono disabili le classi non possono  superare il numero 20 alunni. In una primaria a Monte Sant’Angelo vi sono tre ragazzi disabili in una classe di 28 alunni. Così si creano grandi difficoltà nel seguirli. Inoltre alle docenti di sostegno si chiede spesso di supplire alle carenze d’organico accorpando competenze e impedendo di lavorare al meglio”. Altro caso è quello che riguarda la soppressione dei corsi serali. “Si potevano ridurre alcune classi dei corsi mattutini o qualche sezione distaccata, e invece s’è assestato un colpo mortale all’educazione degli studenti-lavoratori, che con non pochi sacrifici e grande impegno hanno seguito i corsi in questi anni. E in questo caso non è giustificata dal minor numero di iscrizioni, anzi". Sono state autorizzate solo le V classi mentre saranno soppresse 10 classi di III e 10 di IV già formate “Cosa diranno a queste persone che il prossimo anno non potranno continuare a studiare? Che a metà del percorso perdono la speranza di poter prendere il diploma? Una vera e propria interruzione di servizio pubblico, a dispetto dei tanti slogan sulla formazione permanente. Un diritto negato che non farà che favorire i diplomifici costringendo i lavoratori a tirar fuori tanti soldi”. Intanto gli studenti-lavoratori si sono già organizzati in un comitato spontaneo e con il sostegno della Flc stanno preparando iniziative di protesta.

Noi sempre in campo, altri si svegliano solo ora: “A differenza di altri sindacati che si sono svegliati da un lungo letargo solo ultimamente e per ragioni incomprensibili, visto il silenzio dei loro dirigenti nazionali – conclude la segretaria della Flc Cgil di Foggia – il nostro sindacato è in campo da due anni con manifestazioni e scioperi contro i tagli del duo Gelmini-Tremonti, a sostegno della scuola e della formazione pubblica, a difesa del diritto al lavoro di chi dopo 35 anni si trova senza cattedra e di quei giovani che da anni sono precari e oggi perdono ogni speranza di lavoro. Noi chiediamo il ritiro dei tagli, diciamo che i posti disponibili ci sono e che a conti fatti le immissione in ruolo fanno risparmiare soldi al Ministero. Non ci fermiamo e continueremo la nostra mobilitazione al fianco dei lavoratori e delle famiglie degli studenti”.

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