Giovedì, 21 Ottobre 2021
Economia

Superbonus 110%: in Puglia quasi 3mila interventi, ma preoccupano i rincari sulle materie prime: "Opportunità che rischia di fallire"

A livello regionale si contano 2980 interventi legati allo strumento fiscale con una protocollata al 30 settembre per un valore di 430 milioni di euro. Il presidente dell'Ance Bonerba: "Per l'acciaio i rincari superano il 200% incidendo in modo rilevante sui bilanci delle imprese di costruzione"

Continua e si rafforza anche in Puglia, come nel resto d’Italia, l’ottima performance del super ecobonus 110%, evidenziata già nei mesi estivi: a livello regionale si contavano 2.980 interventi legati a questo strumento fiscale con almeno una asseverazione protocollata al 30 settembre per un valore di 430 milioni di euro (46.195 interventi in Italia per 7,5mld di euro - elaborazione di Ance su dati Enea - Mise). L’importo medio per intervento in Puglia è di poco superiore a 144mila euro contro la media nazionale attestata sui 162mila euro.

“Questa misura – ha commentato il presidente dell’Ance Puglia Nicola Bonerba, intervenuto al convegno inaugurale di Saie Bari 2021 – si sta dimostrando molto efficace per il rilancio del settore, gravato da una crisi ultradecennale, e contribuirà anche a far raggiungere importanti obiettivi di sicurezza sismica ed efficienza energetica”. “Questa dinamica – ha precisato Bonerba – è stata sicuramente favorita dallo snellimento delle procedure previsto con il Decreto Semplificazioni fortemente richiesto dall’Ance. Adesso il nostro auspicio è che la misura possa essere resa sistemica con una proroga almeno fino al 2023”.

"Eppure – ha specificato il presidente pugliese dei costruttori - le opportunità offerte da queste misure agevolative per il settore dell’edilizia rischiano di fallire a causa della crescita esponenziale dei prezzi delle materie prime con rincari che, per quanto riguarda l’acciaio, superano il 200%, incidendo in modo rivelante sui bilanci delle imprese di costruzione".

Anche il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), destinando al settore quasi la metà dei fondi, circa 108 miliardi di euro, riconosce che l’edilizia è uno dei pilastri su cui si fonda la ripresa del Paese, partendo proprio dal Mezzogiorno.

“Insieme al suberbonus 110% – ha continuato Bonerba – queste risorse, di cui il 40% è destinata proprio al sud Italia, rappresentano un’occasione imperdibile per colmare il gap che da sempre ci divide dal resto del paese, puntando su sostenibilità, efficientamento energetico, innovazione tecnologica e trasformazione digitale”.

“La ripresa è in atto – ha concluso Bonerba – riscontriamo dalle casse edili, infatti, che l’occupazione nel settore cresce dell’11%, con il 50% in più di ore di lavoro svolte nel primo semestre 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020. Occorre ora incentivare e spronare le imprese a investire su formazione e sicurezza sul lavoro, premiando quelle che si distinguono in tal senso”.

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