Il “modello Marchionne” sbarca anche alla FPT di Foggia

All’incontro del 6 marzo presso la Camera del Lavoro di Foggia parteciperà il coordinatore nazionale della Fiom, Michele De Palma

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

ANCHE ALLA FPT INDUSTRIAL DI FOGGIA (GIÀ SOFIM IVECO) LA SALETTA SINDACALE DELLA FIOM È stata chiusa, i delegati “sfrattati”, l’uso della bacheca proibito. Sono gli effetti del nuovo contratto per il settore auto imposto dall’amministratore delegato Marchionne dopo la fuoriuscita da Confindustria e sottoscritto da Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione quadri ma non dalla Fiom Cgil.

Il “modello Pomigliano” esportato in tutte le industrie del gruppo torinese, come il nostro sindacato aveva anticipato per tempo, mentre altre sigle parlavano di “evento eccezionale” per il solo impianto campano. “Non banali dispute in punta di diritto – sottolinea Antonio La Daga, segretario generale della Fiom Cgil di Capitanata – ma qualcosa che chiama in causa i metodi di rappresentanza sindacale, l’organizzazione del lavoro e quindi la vita in carne e ossa delle persone, principi di democrazia che dovrebbero stare a cuore a tutti dentro e fuori la fabbrica”.

La Fiom Cgil ha organizzato una conferenza stampa martedì 6 marzo alle ore 10.30 presso la “Sala Magno” della Camera del Lavoro di Foggia nel corso della quale illustrerà le ripercussioni nello stabilimento foggiano del nuovo contratto e le iniziative della “vertenza Fiat” a livello nazionale, con la Fiom che ha indetto una grande manifestazione a Roma il prossimo 9 marzo.

All’incontro parteciperanno il coordinatore nazionale della Fiom Michele De Palma, i delegati Fiom della FPT Industrial di Foggia, il segretario provinciale della Cgil, Franco Persiano.

“Ci troviamo di fronte ad un atteggiamento del management Fiat sempre più autoritario, che colpisce il libero dissenso – commenta La Daga -. Basti pensare al mancato reintegro al lavoro dei tre lavoratori licenziati a Melfi e riassunti su ordinanza della Corte di Appello di Potenzia, che ha accolto il ricorso della Fiom. O la decisione di proibire l’uso delle bacheche per affiggere quotidiani che l’azienda ritiene ‘critici’ nei confronti dell’azione di Marchionne. O all’epurazione dei nostri delegati – con l’azzeramento della Rsu - anche in quelle fabbriche dove la Fiom è l’organizzazione più rappresentativa. Facendo venire meno l’agibilità dell’azione sindacale garantita costituzionalmente. Accade alla Magneti Marelli di Bari o alla Cnh di Lecce”.

Nel corso della conferenza stampa verranno quindi illustrati i ricorsi che la Fiom Cgil pugliese ha presentato contro la Fiat per condotta antisindacale nei tribunali Bari e Lecce e quello che ci si appresta a presentare a Foggia.

 

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