Aeroporto di Foggia, Bordo: “L’impresa non si fa solo con i soldi pubblici”

Il deputato del Partito Democratico precisa comunque che “AdP e Regione Puglia hanno mostrato troppe incertezze operative”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

E’ una contraddizione affermare di essere imprenditori e mollare tutto quando finiscono i soldi pubblici: la Darwin deve avere maggiore rispetto per la comunità che le ha consentito di operare con legittimo profitto e mostrarlo affiancando le istituzioni locali in questa difficile fase di transizione”. L’on. Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, commenta con queste parole la comunicazione di interruzione dei voli dall’aeroporto ‘Gino Lisa’ di Foggiaper la cui attivazione la compagnia aerea ha ricevuto svariati milioni di euro dalla Regione Puglia”. “Viene da pensare che il pervicace rifiuto di un contributo annuo di 2 milioni di euro e la conseguente impennata del costo dei biglietti – continua Bordo – non avesse altro obiettivo che fornire la motivazione formale per la rescissione del contratto sottoscritto con Aeroporti di Puglia. michele-bordo-7879-1_original

Ciò non attenua le responsabilità di una società di gestione degli aeroporti pugliesi che ha tenuto il passo troppo lento nella programmazione e l’attuazione dei piani di sviluppo dello scalo di Foggia e che, da ultimo, ha sottoscritto un accordo per il collegamento low cost tra Bari e Palermo, evidentemente destinato a sostituire il Foggia-Palermo della Darwin. Anche rispetto ad AdP, sorge legittimo il dubbio che gli amministratori fossero più che consapevoli dell’abbandono del Gino Lisa da parte della compagnia svizzera e si siano premurati di preservare un segmento di mercato. Peccato lo abbiano fatto a vantaggio dell’aeroporto di Bari e non di quello foggiano.

Troppe le progettazioni mai diventate esecutive che Aeroporti di Puglia ha riservato allo scalo foggiano – sottolinea Bordo – anche contando sulle incertezze di direzione politico-strategica attribuibili alla Regione Puglia, proprietaria pressoché unica della società di gestione degli scali pugliesi. L’aeroporto naturalmente al servizio del principale polo turistico pugliese e del più ricco comparto agroalimentare regionale avrebbe dovuto meritare maggiore attenzione sul fronte del potenziamento infrastrutturale, così da poter sostenere lo sbocco nel libero mercato al termine della fase di start up. E’ vero che le politiche finanziarie del Governo Berlusconi hanno ridotto le risorse per investimenti di questo genere, ma è stata la Giunta regionale a stilare, pur nelle ristrettezze economiche, la lista delle priorità: tra queste non c’è stato il potenziamento dell’aeroporto ‘Gino Lisa’.

Le ultime dichiarazioni dell’assessore Minervini sono confortanti quanto alla conferma della prosecuzione del programma di allungamento della pista; ma sono del tutto mortificanti rispetto alla scelta di azzerare i contributi per la Darwin. La futura operatività dell’aeroporto Gino Lisa è ora un’incognita ancora più grande – conclude Michele Bordo – e la Regione Puglia ha deciso di assumersi una grande responsabilità rispetto all’investimento di 14 milioni di euro in un’infrastruttura aeroportuale da cui adesso non partono più aerei”.

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