Economia

Un parco da 25mila mq con vista mozzafiato a Rignano Garganico: è 'Sopravento' il sogno di tre giovani architetti per il Recovery Plan

Il progetto di rigenerazione territoriale e design del paesaggio condensa sport, musica, didattica e relax, plasmati dal vento. È stato inserito nel documento Next Generation Capitanata inviato al Governo

Il giardino delle girandole, la piazza sonora, il bordo carsico, la terrazza sul Tavoliere: sono i quattro temi principali del Parco Sopravento, la visione di tre giovanissimi architetti - Giulio Mandrillo, Chiara e Laura Pirro - calata su un punto panoramico di Rignano Garganico con vista mozzafiato, il belvedere la Croce.

"Tre teste e sei mani" di San Marco in Lamis, definiscono il loro DDuM "uno studio eretico di architettura e design che abita sul Gargano", inevitabilmente appassionato di Sud. Il belvedere di Rignano, a due passi dal loro quartier generale, è un posto del cuore per il gruppetto di professionisti.

"È un luogo a cui siamo affezionati - spiega Giulio Mandrillo - da sempre ci vedevamo qualcosa lì". La componente del vento è molto forte, intrinseca, lo testimonia il campo volo di parapendio e deltaplano. Si sono messi a "fantasticare" sull'evoluzione del territorio e su come attrezzare quello spazio.

È la genesi del progetto 'Sopravento, il parco sul Tavoliere', un sogno grande 25.000 metri quadrati. Il progetto di rigenerazione territoriale e design del paesaggio interviene su un'area dal forte valore identitario, "una balconata naturale che dal Gargano guarda al Tavoliere fino ai Monti Dauni", con l'ambizione di riabitarla definendo un nuovo spazio pubblico, modellato dal vento.

Le suggestioni di concept e prefigurazioni datati 6 luglio 2020 sono intriganti: è un percorso immersivo che unisce materialmente il centro storico al Belvedere. Ascoltare i suoni del vento, rincorrerlo, librare sono prospettive già piuttosto allettanti. I tre architetti hanno immaginato un parco a misura di bambino con percorsi pedonali e ciclabili e barriere naturali frangivento, un luogo meditativo in cui ascoltare il suono del vento attraverso installazioni artistiche, pareti attrezzate per lo sport a Nord del Parco e un nuovo affaccio sul paesaggio.

I bambini potranno letteralmente 'giocare con il vento'. Il progetto, inoltre, ripensa l'architettura rurale: recupera e rivisita la tradizione dei 'pagghiare', i ricoveri per la paglia; i recinti e muretti a secco vengono reinterpretati per disegnare i confini del parco e attrezzati per l'arrampicata e gli sport en plein air.  

La terrazza sul Tavoliere è un'area per eventi con una grande copertura a sbalzo integrata nell'ambiente circostante, per ammirare il panorama e per spiccare il volo con il parapendio. Così il parco rincorre il vento e diventa un luogo di aggregazione che ambisce ad attrarre visitatori da tutta la regione.

Giulio Mandrillo, Chiara e Laura Pirro raccontano il territorio attraverso una peculiarità declinata nell'arte, nello sport e nella didattica, in tutte le sue sfaccettature.

Alla Giunta comunale il progetto è piaciuto subito e lo ha fatto suo, ma ha un "impatto economico importante", come riconosce l'architetto Mandrillo. Il budget stimato è di un milione di euro. Erano a caccia di fonti di finanziamento e, per prima, vorrebbero tentare la carta del Recovery Fund.

La scheda progettuale, presentata dal Comune di Rignano Garganico, è stata inserita nel piano Next Generation Capitanata, lista delle progettualità potenzialmente candidabili della provincia di Foggia. Secondo gli ideatori, che avevano già immaginato una partnership con il Parco Nazionale del Gargano e il Dipartimento di Scienze Agrarie, interseca due pilastri del Recovery Plan: l'area di intervento della trasformazione digitale e quella della coesione territoriale sociale. È previsto, infatti, un sistema digitale che permetterà non soltanto approfondimenti e interazioni ma offrirà un’esperienza 2.0 attraverso la realtà aumentata, Qr Code, e sistemi per lo studio dei venti.

Naturalmente, tutti gli interventi previsti comportano un basso impatto ambientale, "con un’operazione di agopuntura che predilige materiali sostenibili quali l’uso della pietra a secco, delle pavimentazioni semipermeabili e delle essenze autoctone e delle nuove tecnologie di costruzione bioecologica", come si legge nella descrizione.

E c'è un'altra interessante prospettiva: la vocazione sportiva del parco non solo potenzia l’offerta turistica, impattando sull’offerta occupazionale, ma potrebbe stimolare nuove idee imprenditoriali e startup innovative come una scuola sportiva del 'vento' gestita da cooperative locali.

Se non dovesse intercettare gli ambiti europei, rimediata comunque una buona vetrina nel documento delle opere strategiche della provincia di Foggia, potrebbe sperare in altri bandi e misure, e sopratutto nel buon vento. 

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