Tributi a Foggia: assorbiti 36 dipendenti dell'ex Mazal

Il segretario generale Uiltucs Foggia illustra i risultati dell’accordo raggiunto ieri a Milano. Scongiurata l’applicazione del’ “Jobs Act”, confermati le attuali condizioni salariali. “Adriatica Servizi” applicherà il CCNL “Terziario e Servizi”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

“Siamo riusciti a “strappare” l’assunzione di 36 dipendenti, invece dei paventati 28. Considerate le condizioni di partenza e la rimodulazione del contratto, possiamo considerarlo un buon risultato”. Questo il giudizio di Elio Dota, segretario generale Uiltucs Foggia, a commento dell’esito della riunione di ieri a Milano, tra forze sindacali, commissario straordinario di “Mazal”, Bruno Inzitari, e “Adriatica Servizi srl” di Giovanni Trisciuoglio e Marco Insalata.

Nel dettaglio, “Adriatica srl”, ai sensi del contratto “Terziario, distribuzione e servizi”, assumerà 10 dipendenti full time (7 a Foggia, 2 a Canosa di Puglia, 1 a Manfredonia), 29 al 50% (Foggia) ed un part-time a 30 ore settimanali (Canosa) della Mazal in base a un elenco definito da Inzitari e “Adriatica srl”.

A tutti saranno garantiti il mantenimento delle attuali condizioni salariali (retribuzione, inquadramento e scatti anzianità) e l’applicazione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (non sarà utilizzato il “Jobs Act”). Inoltre, in caso di incremento delle ore di lavoro e di mutazione delle condizioni contrattuali, sono stabiliti: 1. un diritto di prelazione, con valenza biennale al personale non assorbito, che manifesterà, entro trenta giorni dalla sottoscrizione dell’accordo, interesse ad esercitare il diritto di precedenza: 2. Aumento delle ore di lavoro per i dipendenti part-time fino a raggiungere il numero di ore in essere presso Mazal. Una volta definita l’acquisizione del contratto da parte di “Adriatica srl”, la nuova azienda e le forze sindacali si incontreranno per una verifica della nuova organizzazione del lavoro e della reale applicazione delle misure contrattuali.

“Ci rendiamo conto dell’impatto sociale e dei gravi disagi per chi non sarà assorbito in questa prima fase. Ma dobbiamo tenere conto che il contratto è stato rimodulato e che, in seguito alla “perdita” di Tasi e Imu, ci siamo trovati a dover fronteggiare una riduzione delle entrate di circa 1.400.000 euro (aggio): cifra che in gran parte veniva utilizzata per coprire i costi del personale. Tutto considerato, abbiamo finalmente sbloccato una situazione che si protraeva da tempo e salvaguardato i livelli occupazionali per quanto possibile”, conclude Dota.

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