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Immagine di repertorio

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Segnali preoccupanti dall’Alenia: meno ore di lavoro e 47 dipendenti diretti altrove

Conseguenza più grave della flessione delle ore lavorative è che 47 lavoratori assunti tramite agenzia interinale sono diretti verso altri siti, dove vi sono carichi di lavoro più ampi

Si è svolto presso lo stabilimento Leonardo Finmeccanica di Foggia l’incontro tra sindacati e la direzione della Divisione Aerostrutture, con la presenza dell’Ing. Alessio Facondo e del dott. Antonio Liotti, responsabile delle Risorse Umane. “Le notizie che giungono circa l’andamento presente e futuro dello stabilimento di Foggia non sono del tutto rassicuranti: per il prossimo anno, infatti, è previsto un calo di circa 150mila ore di lavoro, a causa di una flessione generale della produzione, che in parte verrà colmata attraverso l’insourcing di alcune attività affidate negli anni passati a società terze e, dato l’incremento del Boeing 767, anche le attività precedentemente esternalizzate legate a questo programma torneranno nel sito foggiano” fa sapere la segreteria FISMIC.

Conseguenza più grave della flessione delle ore lavorative è che 47 lavoratori assunti tramite agenzia interinale sono diretti verso altri siti, dove vi sono carichi di lavoro più ampi: già da luglio 22 fabbricatori saranno diretti a Cameri e, da ottobre, 25 montatori a Grottaglie, anche se l’azienda ha dichiarato che “Nessuno sarà lasciato indietro”.

Subirà una leggera flessione la produzione di stabilizzatori ATR e Boeing 787-8, ma ci sarà un incremento sostanziale dei programmi Boeing 787-9 e Bombardier. Anche la produzione di frames del 787 avrà un incremento e la linea di attrezzi sull’F35 verrà duplicata per poter aumentare i rates produttivi, poiché la fabbricazione di alcune parti, attualmente realizzata in Israele, sarà spostata a Foggia. Stesso discorso per la fabbricazione del rudder e degli elevatori Bombardier e del rudder ATR, che tornerà finalmente a casa.

Intanto a Foggia, per ora, bisognerà accontentarsi dei carichi di lavoro affidati per il 2017, senza purtroppo alcuna nuova commessa all’orizzonte. Nel frattempo l’ATR andrà in pensione nei prossimi anni e se non vi sarà alcun nuovo progetto su cui poter lavorare, l’intera filiera aeronautica meridionale è destinata a pagarne le spese.

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