Il Comune è in dissesto, sindaco prende i bimbi e li accompagna a scuola. Lettera a Emiliano

Il sindaco di Zapponeta Vincenzo D'Aloisio, ogni mattina fa il giro delle contrade per caricare i bambini sulla sua Panda e accompagnarli a scuola. Napoleone Cera e Alfonso Pisicchio scrivono a Michele Emiliano

Il sindaco a bordo della sua panda

Il caso del sindaco di Zapponeta che al mattino si sveglia e accompagna a scuola con la sua utilitaria quattro bambini che abitano in campagna – in considerazione della crisi finanziaria in cui versa il Comune e dell’impossibilità per l’amministrazione comunale di garantire il servizio di trasporto pubblico scolastico - ha spinto i consiglieri regionali Alfonso Pisicchio e Napoleone Cera a scrivere al presidente Michele Emiliano.

Ogni mattina con la propria Panda il primo cittadino Vincenzo D’Aloisio, eletto pochi mesi fa alla guida del piccolo comune foggiano, fa il giro delle contrade, carica gli alunni in macchina e li accompagna a scuola, per poi riportarli a casa. La notizia ha fatto il giro del mondo.

Per il presidente in Consiglio regionale dei ‘Popolari’ e per il presidente della commissione ‘Cultura e Formazione’, si tratta di una “iniziativa lodevole, ma che fotografa ancora una volta il disagio dei piccoli comuni costretti a fare i conti con la mancanza di fondi e la conseguente impossibilità a garantire servizi essenziali, soprattutto per una sana istruzione dei bambini, come da dettato costituzionale, che si aggiunge a un contesto deprimente di scolarizzazione regionale”.

I consiglieri regionali evidenziano dati allarmanti: “Dopo anni di costante discesa, in Puglia è tornata a crescere la dispersione scolastica, facendo della nostra regione (secondo dati MIUR) la terz’ultima in Italia per grado di abbandono dei banchi di scuola. Un poco invidiabile primato che ha vanificato i brillanti risultati ottenuti con il programma regionale “Diritti a scuola”, che in dieci anni ha permesso di abbattere la percentuale dei giovani, tra i 18 e i 24 anni, che non ha titoli scolastici superiori alla licenza media. Senza contare l’aumento dei costi che le istituzioni regionali dovranno in futuro sostenere per politiche di rieducazione sociale, visto che una bassa scolarizzazione comporta un alto tasso di disagio minorile che è l’anticamera ad atteggiamenti di bullismo e microcriminalità. E senza considerare che gli studenti pugliesi sono tornati ad abbandonare la scuola perché costretti a studiare in istituti vecchi, privi di manutenzione, sporchi ed ora anche con il disagio di docenti che non hanno una cattedra certa e una sede stabile”

Aggiungono Napoleone Cera e Alfonso Pisicchio: “Questa, caro presidente ed egregi assessori, non è una “buona scuola”. Tuttavia, il caso di Zapponeta ci permette di considerare procedure che, anche se non di stretta competenza regionale, possono rappresentare una risposta concreta, fattibile e immediatamente attivabile per contrastare il disagio non solo di quattro bambini, ma di una intera comunità che deve rispondere alle assenze dello Stato e alle farraginose procedure di trasferimento dei fondi pubblici”.

Cera e Pisicchio fanno notare che il bando ‘Diritti a scuola’ di quest’anno ha visto un calo delle scuole interessate (da 290 a 193) che potrebbe comportare l’inutilizzo di tutta la somma a disposizione: “Sarebbe opportuno verificare se quei fondi residui possano essere utilizzati per garantire, nell’anno scolastico in corso, il servizio di trasporto scolastico ai quattro bambini di Zapponeta. Avremo così dato una risposta concreta nella lotta alla dispersione scolastica e rispettato le finalità del progetto che prevede proprio l’attivazione di politiche in favore della scolarizzazione dei giovani pugliesi, senza considerare l’immediato monitoraggio dei risultati sull’attuazione del progetto”.

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Concludono i consiglieri regionali: “Siamo certi che sarete sensibili ad affrontare il tema da noi sollevato e che avremo occasione per trovare soluzione a un problema che non riguarda solo la comunità di Zapponeta ma la Puglia e l’Italia intera, perché come ricordava Aldo Moro nella sua relazione alla Costituente sul diritto all’educazione: “C'è innanzi tutto il diritto dell'uomo alla istruzione ed educazione, le quali sviluppino gradualmente la personalità che nell'età infantile è solo potenziale e si svolge ed arricchisce attraverso il possesso progressivo della verità. Si tratta dell'acquisto delle cognizioni e dei motivi vitali che danno un tono alla personalità e le permettono di assumere una posizione definita e responsabile con speciale riferimento alla vita sociale”. Senza cittadini istruiti alla verità ed educati alla libertà non può esserci società”.

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