Siccità, è allarme per le colture: "Accertare i danni"

La Coldiretti di Foggia ha chiesto un incontro all'Ufficio Provinciale Agricoltura che si svolgerà martedì 28 agosto alle ore 10

Le scarse precipitazioni e le settimane all'insegna del caldo torrido hanno messo a dura prova i raccolti. Sono infatti ingenti i danni registrati alle colture orto frutticole, per non parlare dei pomodori, la cui raccolta si effettua proprio in questo periodo. Per affrontare la questione la Coldiretti di Foggia ha chiesto un incontro all'Ufficio Provinciale Agricoltura, che si svolgerà martedì 28 agosto alle ore 10.

 “L’incontro – riferisce il direttore di Coldiretti Foggia Donnini – servirà a fare il punto sulle verifiche che in questi giorni sono state effettuate proprio dai tecnici dell’ Ufficio della Regione, verifiche in campo finalizzate ad accertare l’entità dei danni subiti dalle colture; è ovvio – prosegue Donnini – che in questo momento interessa maggiormente quantificare il danno subito dalla coltura del pomodoro da industria, anche per fronteggiare le speculazioni in atto da parte di alcune industrie di trasformazione”.

“Abbiamo appreso dal Presidente dell’APO Giuseppe Grasso - riferisce il Presidente di Coldiretti Pietro Salcuni - che alcune industrie di trasformazione si accingono ad applicare al pomodoro conferito una penale di circa 3 euro/quintale per il mancato rispetto dei quantitativi contrattati; siamo pertanto all’assurdo – chiosa Salcuni – e come sempre gli  agricoltori rischiano di rimanere becchi e bastonati! Non solo nonostante il notevole calo della produzione i prezzi non accennano a risalire, ma a questo si aggiunge la beffa delle penalità applicate dalle industrie per il ridotto conferimento!”

“Il nostro obiettivo – conclude Salcuni – è sicuramente quello di accertare le condizioni che possano determinare la declaratoria di stato di calamità naturale, e per questo confidiamo nel fatto che i sopralluoghi effettuati proprio in questi giorni dall’ Ufficio Provinciale Agricoltura abbiano acclarato una entità del danno che è sicuramente superiore al 30% e, nei casi delle produzioni più tardive, tocca punte superiori al 50%.

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Sperando ovviamente che questo possa in qualche modo mettere a tacere le assurde pretese delle industrie in termini di mancato rispetto dei contratti!  Ma su questa storia siamo pronti a dare battaglia ed a chiedere l’intervento delle competenti Istituzioni”

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