"Rompiamo le catene dello sfruttamento!" Ecco la piattaforma con le proposte per inclusione e diritti

Presentata la piattaforma con le proposte elaborate dalla Rete delle associazioni della provincia di Foggia in tema di lavoro agricolo, accoglienza e migrazioni

Immagine di reperotrio

Contrastare efficacemente il sistema di sfruttamento sul quale si regge l’intera filiera del lavoro agricolo dalla semina alla raccolta grazie ad un’alleanza tra istituzioni e associazioni per raggiungere una effettiva inclusione sociale, abitativa e lavorativa.

E’ questa la proposta della Rete delle associazioni operanti nella provincia di Foggia, composta dalle realtà che operano stabilmente sul territorio della Capitanata, e che fornisce supporto ai lavoratori e lavoratrici stranieri ivi residenti stabilmente o per periodi di tempo rilevanti negli insediamenti informali. Con il documento “ROMPIAMO LA CATENA DELLO SFRUTTAMENTO LAVORATIVO, LIBERIAMO I DIRITTI” le associazioni hanno provveduto a stendere una piattaforma di lavoro comune indicando prassi e metodologie per superare la “politica dei ghetti”.

Partendo dalla descrizione sempre più precaria della condizione giuridica e sociale dei migranti in Capitanata, la Piattaforma ha presentato le criticità e i limiti delle iniziative finora attivate, prima fra tutte gli sgomberi degli insediamenti informali, attuati in modo del tutto svincolato dai desideri, dalle necessità e dalla volontà di chi li abita, e soprattutto senza fornire reali alternative ai lavoratori. Per contrastare efficacemente l’attuale sistema di sfruttamento esistono, al contrario, alternative che la Piattaforma elenca puntualmente nel documento come obiettivi prioritari e che spaziano dalla corretta comunicazione, alla tutela giuridica delle persone straniere, dall’accoglienza al diritto all’abitare, dai trasporti pubblici alla lotta al caporalato ed allo sfruttamento in agricoltura con il rispetto di tutte le disposizioni normative e dei livelli salariali stabiliti dalle leggi e dai contratti collettivi.

Si propone, in particolare, un piano di incontro tra domanda ed offerta di abitazione che tenga in considerazione adeguatamente lo spopolamento di tanti territori della Puglia e faccia sì che il fabbisogno abitativo dei migranti che non trova risposte adeguate nel mercato immobiliare trovi soluzione nelle esigenze economiche e demografiche del tessuto locale, anche invitando le istituzioni a farsi garanti dell’incontro tra domanda ed offerta e della solvibilità dei conduttori. Altrettanto fondamentale secondo la piattaforma è la predisposizione di un serio piano di trasporti per i lavoratori agricoli del territorio sulla riattivazione della Rete Agricola di Qualità sulla messa a regime degli indici di congruità ettaro coltura e sulla attivazione di percorsi professionali in favore delle persone straniere.

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Le proposte operative sono indirizzate anche alle istituzioni affinché possano essere pianificate e, comunque, possano essere attuate attraverso la collaborazione con la Rete delle Associazioni che si impegnano a condividere, secondo le possibilità e nell’ambito delle risorse proprie di ognuno dei partecipanti, le azioni di supporto e di tutela alle persone straniere presenti sul territorio nel rispetto del principio di autodeterminazione dei singoli e delle collettività. La piattaforma costituisce una necessaria iniziativa volta a fare emergere la voce dei migranti, prima che delle associazioni ad essa aderenti, troppe volte inascoltata da parte delle istituzioni nella gestione del fenomeno ed a strutturare percorsi di integrazione sociale che pongano fine alla stagione dell’odio e della discriminazione che ultimamente ha governato il tema delle migrazioni sulla base di rappresentazioni falsate della realtà.

La 'Rete' è costituita da Africa United, AIIMS, Anolf Puglia, A.S.G.I., Caritas  Borgo Mezzanone, Centro culturale Baobab- Sotto la stessa ombra, coop. soc. Arcobaleno, FLAI-CGIL, ass. Idorenin, INTERSOS, coop. Soc. Iris,  coop. Soc. Oasi 2, Progetto Presidio-Caritas e ass. Solidaunia

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