Mercoledì, 29 Settembre 2021
Economia

Seconda stazione a Foggia entro il 2024, i Cinquestelle incontrano Rfi: "Non è una fermata"

Confermato l'investimento di 150 milioni di euro circa che comprende l'ammodernamento delle attuali infrastrutture e riqualificazione della stazione centrale

“Ci sono importanti passi avanti nella realizzazione della seconda stazione di Foggia, indispensabile per la riqualificazione dell’itinerario ferroviario Roma/Napoli - Bari. L’attivazione della fermata, che sarà collocata all’interno della infrastruttura viaria ‘Nuova Orbitale’, potrebbe arrivare nel 2024".

Nel tentativo di fare chiarezza "e non sterile polemica", testuali parole, gli eletti del Movimento 5 Stelle della provincia di Foggia riferiscono informazioni e cronoprogramma recepiti nel corso di un incontro avuto con i vertici di Rfi per conoscere lo stato dell'arte dell'opera. 

"Il 10 giugno il Ministero della Cultura ha confermato la non necessità di assoggettare a Via l’intervento, ora si è in attesa della valutazione da parte del ministero dell’Ambiente - spiegano i Cinquestelle - Contemporaneamente è in corso di predisposizione la progettazione definitiva della stazione con previsione di avvio dell’iter autorizzativo il prossimo ottobre. Nell’ipotesi di concludere l’iter autorizzativo entro il primo trimestre 2022, si prevede l’avvio delle attività negoziali a fine giugno 2022, la consegna lavori a fine giugno 2023 e l’attivazione della stazione a dicembre 2024”.

La stazione, per cui si sono battute sia le istituzioni locali che i comitati cittadini, consentirà di garantire i servizi veloci previsti dal modello di esercizio del progetto di riqualificazione della linea, darà la possibilità alla città di poter accedere ai nuovi collegamenti che si verranno a creare e contestualmente permetterà di eliminare il collo di bottiglia costituito dalla stazione di Foggia.

Soprattutto i parlamentari vogliono fugare ogni dubbio: secondo i Cinquestelle non sarà una fermata ma una stazione in piena regola, con ristorazione e servizi igienici, e "non sarà una cattedrale nel deserto".

Ricordano come sia stata inserita nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums) di Foggia 2017-2026 approvato nel 2018, che ha previsto anche interventi che garantiscano la massima accessibilità alla stazione. La soluzione progettuale, a cura di Rfi, prevede un costo complessivo pari a 70 milioni.

A ottobre 2020 è stato completato il Progetto di Fattibilità Tecnico Economica di 2^ fase (Pfte) ed è stata avviata la verifica preliminare dell’interesse archeologico presso la Sovrintendenza per le Province Bat e Foggia. L’1 dicembre 2020 il Mibact  ha richiesto l’esecuzione di saggi archeologici preliminari al fine di assicurare un primo quadro conoscitivo delle eventuali emergenze archeologiche.

Lo scorso novembre il Pfte è stato inviato al ministero dell’Ambiente per la valutazione preliminare ambientale e il 16 dicembre 2020, in seguito alle valutazioni svolte, il Ministero ha ritenuto necessario lo svolgimento di una adeguata valutazione dei potenziali impatti ambientali derivanti dalla realizzazione delle opere proposte attraverso, quantomeno, la procedura di Verifica di assoggettabilità a V.I.A., la cui istanza per l’avvio del procedimento è stata trasmessa ed avviata con pec del 16 marzo 2021.

“Sono previsti anche i interventi di potenziamento della stazione Centrale della città - confermano i pentastellati -  che prevedono la realizzazione dell'ammodernamento delle attuali infrastrutture ed una successiva fase, in corso di definizione, di riqualificazione urbana e funzionale per una ulteriore spesa di circa 10 milioni. Tutti questi interventi di potenziamento, per un importo complessivo di 150 milioni di euro (tra vecchia e nuova stazione, ndr), consentiranno di rilanciare la centralità di Foggia quale snodo fondamentale per i collegamenti sia sulla direttrice adriatica che sull'itinerario Napoli Bari. Continueremo a monitorare la situazione”.

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