Seconda stazione "andrebbe ad inficiare la centralità di Foggia". A Trenitalia "chiediamo maggiore rispetto"

Il parere dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil di Capitanata Maurizio Carmeno, Carla Costantino e Gianni Ricci

“Continuiamo a nutrire forti perplessità circa l’opportunità di realizzare a Foggia una nuova stazione per una fermata servente ai collegamenti ferroviari che da Bari sono diretti a Roma. Siamo scettici per le problematiche che la stessa comporta”. E’ quanto affermano in una nota congiunta i Segretari Generali di Cgil, Cisl e Uil di Capitanata Maurizio CarmenoCarla Costantino e Gianni Ricci. “La realizzazione dell’opera ci sembra in evidente contraddizione con le progettualità di trasporto e mobilità cui si è lavorato in questi anni”.

Per Cgil, Cisl e Uil “non possono essere i rischi di essere bypassati da tali collegamenti la ragione per cui si spendono ingenti risorse per quella che non può essere considerata una vera ‘stazione’, così come viene strumentalmente definita, ma solo una struttura per garantire una fermata finalizzata al passaggio di pochi treni al giorno. Una provincia di 600mila abitanti con un nodo ferroviario che registra una fortissima ricettività, anche dalle aree delle regioni limitrofe, deve avere il peso politico e sociale per rivendicare un rispetto e una centralità nella mobilità su ferro nel Sud del Paese”.

Per Carmeno, Costantino e Ricci “su una tratta che da dieci anni vede proseguire lentamente i lavori di raddoppio sulla Foggia-Caserta, quell’intervento andrebbe ad inficiare la centralità della stazione di Foggia, senza pensare alle opere necessarie per garantire la conseguente viabilità di servizio e la realizzazione delle opere necessarie per la funzionalità di una struttura che sorgerebbe in area extra urbana. Il tutto è davvero giustificato per recuperare pochi minuti di percorrenza? Non sarebbe più giusto ed opportuno intervenire con vigore per ottenere un potenziamento delle fermate nella già storica stazione esistente con l’ottimizzazione di orari e servizi? Del resto, l’idea di un secondo scalo (perché questo sarebbe, non una seconda stazione...) contrasta con il nodo intermodale inaugurato un anno fa a ridosso della stazione centrale, nel quale confluiscono le fermate degli autobus ed è luogo di arrivo anche dei treno-tram che oggi collegano il capoluogo dauno a Lucera e San Severo. A fronte di una irrazionalità oggettiva dell’intervento prospettato, attendiamo da parte dei proponenti e dei sostenitori che ci vengano illustrati gli effettivi benefit”.

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La nostra - ribadiscono i Segretari Generali di Cgil, Cisl e UIL di Foggia – “è una Provincia che ha l’urgente necessità, in termini di infrastrutture, di garantire un servizio reale ed efficiente ad una larga parte della popolazione provinciale, dei Monti Dauni e del Gargano, costretta a muoversi giornalmente su strade pericolose e bisognose, queste si, di interventi per il pieno diritto alla mobilità. E’ una provincia che vive sulla dorsale adriatica la strozzatura del binario unico tra Lesina e Termoli, dove gli annunciati lavori di raddoppio non sono mai partiti. E’ una provincia che anche attraverso i suoi rappresentanti istituzionali e regionali farebbe bene a chiedere a Trenitalia maggior rispetto anche nell’organizzazione del servizio, che oggi a causa di orari improbabili impedisce a tanti di poter raggiungere proprio Roma nelle prime ore del mattino, consentendo di per poter in svolgere missioni e affari e rientrare in giornata a Foggia. Queste crediamo siano le priorità e un procedere diviso e confuso arreca solo danni al nostro territorio”.

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