Ataf, Landella boccia Dicecca. L’azienda: sosta illegale e permessi disabili a go-go

Presentati i 12 volti dei CdA delle ex municipalizzate. Landella sulla teoria del debito elettorale: “Politica è condivisione e soddisfacimento di chi ti ha sostenuto. Attacco a Dicecca, ma c’è una relazione dell’Ataf

Immagine di repertorio

Difende la sua scelta con forza, invitando i detrattori ad attendere i risultati prima di esprimersi e ricordando alle voci critiche che piovono dal centrosinistra, PD in particolare, gli sfasci compiuti con il fallimento Amica e la decozione di Amgas ed Ataf ("si guardino allo specchio prima di parlare"). Replica veemente all'ex primo cittadino Gianni Mongelli perché lui, il sindaco Landella, "non si vergogna di nulla" e nessun metro di misura può dire oggi se siano "meglio gli amministratori  unici o i consigli di amministrazione". Saluta e ringrazia gli uscenti, Gino Fiore, Massimo Russo e Danilo Santoro, "esempio di senso di responsabilità nella gestione della cosa pubblica" invitandoli a "collaborare" coi nuovi CdA "perché avranno bisogno anche della loro esperienza".

Quindi rivendica la scelta di allargare la guida delle ex municipalizzate a tre componenti politici, rifiutando la teoria del "debito elettorale" perché la politica, sostiene, è anche questo, "condivisione e soddisfacimento di chi ti ha sostenuto"; fa rilevare la scelta di ridurre la spesa dei compensi del 20% ed  annuncia un piano della mobilità che rivedrà alla radice le scelte compiute dal passato governo del centrosinistra, in particolare in tema di parcheggi e sosta tariffata "da rivedere completamente". E' un Franco Landella senza freni quello che oggi in conferenza stampa ha presentato i 12 volti alla guida delle aziende comunali. Un parto sofferto quello del primo cittadino, avvenuto con non poche difficoltà per giungere ad una quadra quanto più soddisfacente possibile per i partiti della coalizione, peraltro in fibrillazione in queste ore e tornati in pressing sul rimpasto di giunta. Lui frena, riconduce i mal di pancia alle "fisiologicità" della politica e reclama rispetto per le sue scelte.

LANDELLA VS DI CECCA. Quindi torna sul tema caldo del momento, la mobilità, attesa anche la condizione estremamente critica in cui versa Ataf e che rischia di "peggiorare, e con essa la questione occupazionale, alla luce della controversa questione dell'isola pedonale, prorogata in totale assenza di un armonico ripensamento del piano del traffico e della mobilità cittadina" sono tornate oggi a tuonare le sigle sindacali, che chiedono un incontro urgente la Prefetto Tirone. Ma il sindaco non ha dubbi: "Sostenere che i conti dell'Ataf peggiorano a causa dell'isola pedonale è strumentale. Il piano della sosta tariffata è stato nefasto, la gestione dei parcheggi fallimentare e per colpe non certo imputabili alla politica". E giù con l'affondo al dirette generale, Di Cecca, "la parte esecutiva dell'azienda", al quale Landella rimprovera di "non aver saputo centrare alcuno degli obiettivi del piano di risanamento da lui stesso sottoscritti". Un siluro che arriva dritto dritto in via Motta della Regina. Secca la replica del direttore: "Data l'asimmetria di posizione tra sindaco e dirigente, non ritengo di replicare. Se il sindaco vorrà, risponderò direttamente a lui".

IL PESO DELL'ILLEGALITA' SU ATAF. Intanto in una dettagliata relazione inviata da ATAF al Comune lo scorso 8 gennaio, l’azienda di trasporto illustra in maniera dettagliata come e perché la gestione della sosta a pagamento sia arrivata  ad un punto di rottura. Sosta illegale, altissimo numero dei permessi per disabili, totale assenza di controllo da parte della polizia municipale. Disastrosi i dati del monitoraggio effettuato dall’azienda di trasporto lo scorso 11 novembre.

Su 234 auto parcheggiate nelle aree blu, solo 100 avevano pagato la sosta, delle restanti 134, 60  auto parcheggiate illegalmente e ben 74 in permesso per disabili. Per le casse dell’Ataf significa un mancato introito pari al 60%. Ma non solo. Il monitoraggio di Ataf ha rivelato una percentuale altissima di permessi per disabili: in una sola giornata, ben 800 in sosta. 

Un numero addirittura otto volte superiore alla disponibilità. Oltre ai posti in concessione nominativa, la legge prevede, infatti, 1 posto ogni 50 per i disabili. Dunque 100 su 5mila stalli blu presenti in città. Una situazione che si trascina da tempo. L’Ataf sin dal 2012 avrebbe  segnalato la vicenda al Comune e chiesto controlli, fornendo  targhe, strade, numeri di permessi, ma nessuno avrebbe mosso un dito, "tantomeno, scrive l’azienda, la Polizia Municipale".  Oggi, al netto delle spese, i ricavi sono ridotti ad 80 mila euro l’anno a fronte delle 800mila del 2012. Difficile far quadrare i conti e garantire i posti di lavoro. 

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