Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Economia

Studenti foggiani in piazza: così com'è l'Alternanza scuola-lavoro non va bene

La Cgil di Foggia è solidale con gli studenti medi scesi oggi in piazza in tantissime città italiane e sostengono la protesta contro l’Alternanza scuola-lavoro così come regolamentata dalla legge 107/2015

“Riteniamo questo strumento così come concepito - afferma Loredana Olivieri, segretaria provinciale della Cgil di Foggia - soprattutto nel Mezzogiorno, inefficace e rischia di scadere in molti casi in forme di sfruttamento degli studenti, senza arricchire minimamente il loro bagaglio di esperienze e competenze”. 

Soprattutto in “un tessuto produttivo fragile come quello della nostra provincia, è difficile che riesca a garantire una buona alternanza. Basta pensare che solo 37 imprese si sono iscritte alla Camera di Commercio per ospitare questi percorsi. In questo modo diventa impossibile garantire a tutti le 400 ore curriculari previste per i licei e le 200 per tecnici e professionali, pur in presenza di esperienze positive di ASL sul territorio e di disponibilità di ordini professionali. Siamo preoccupati e apprezziamo l’impegno di dirigenti e docenti che devono quasi elemosinare presso le imprese una loro disponibilità. Per non parlare delle difficoltà logistiche e organizzative alle quali le scuole sono sottoposte per via delle incombenze burocratiche”.

"Non serve aggiungere ore di attività a quelle che già erano previste prima. L’esperienza diventa proficua solo se assume una forte connotazione educativa che vada anche nella direzione del profilo e competenze previste dai programmi e occorre che ci sia progettazione con le strutture ospitanti dopo aver verificato che abbiano tutti i requisiti per farlo, sulle base di accordi territoriali stabili che coinvolgano istituzioni, parti sociali e rappresentanti di categoria”.

Ribadiamo, afferma Olivieri, “il nostro impegno a collaborare, così come nell’iniziativa di Camera di Commercio, con le nostre proposte, consapevoli che una buona alternanza è uno dei mezzi per uscire dalla crisi e puntare non solo sui fabbisogni produttivi delle imprese, in un sistema produttivo del mezzogiorno privo di significative esperienze come quelle di Ducati i Lamborghini che addirittura retribuiscono gli studenti. Mettere al centro gli studenti in formazione, i loro bisogni, i loro diritti, le loro ansie ed anche le loro aspirazioni”.

Per la Cgil “serve uno statuto dei diritti per evitare abusi, forme di sfruttamento del lavoro e situazioni di rischio per la salute degli studenti. La nostra organizzazione ha già chiesto l’abrogazione di questo pezzo della legge, che così come concepito non può avere nessuna ricaduta positiva”.

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