"Gravi lacune nel nuovo appalto". Stato di agitazione per i lavoratori della raccolta dei rifiuti di Cerignola: "In 40 rischiano di tornare a casa"

I sindacati annunciano: “Forti preoccupazioni sul bando rifiuti”. Livelli occupazionali non garantiti, alto rischio di contenziosi post-aggiudicazione. Si passerebbe da 120 a circa 80 unità lavorative, monte-stipendi probabilmente incongruo

Immagine di repertorio

Stato di agitazione per i lavoratori del servizio di spazzamento e di raccolta dei rifiuti di Cerignola. Lo comunicano le organizzazioni sindacali la FP Cgil, la Fit Cisl e Fiadel provinciali: all’origine di questa decisione c’è la gara-ponte indetta dal Comune di Cerignola proprio per il servizio di pubblica igiene.

La FP Cgil, la Fit Cisl e Fiadel provinciali, infatti, analizzando dettagliatamente l’appalto, hanno rilevato nello stesso lacune molto gravi. Il primo motivo di forte preoccupazione riguarda il mantenimento dei livelli occupazionali: attualmente, il servizio è svolto attraverso l’impiego di circa 120 unità. “Il nuovo appalto, attraverso il quale il servizio sarà affidato per due anni con possibile rinnovo per un altro biennio, sembra prevedere l’impiego di circa 80 persone, con un taglio netto di circa 40 unità lavorative se la nostra analisi fosse confermata dai fatti”, hanno spiegato i sindacati con un comunicato stampa congiunto.

“In questo modo, si manderebbero a casa 40 tra lavoratrici e lavoratori, con conseguenze drammatiche sia per le loro famiglie che per la qualità complessiva del servizio”. Anche la seconda importante questione riguarda il fronte occupazionale, poiché il bando, per come è strutturato, non garantirebbe appieno la clausola sociale né per il passaggio degli attuali dipendenti alla società che vincerà il bando né per il rispetto dei livelli acquisiti da quegli stessi dipendenti.

C’è inoltre una fortissima preoccupazione che riguarda la dotazione economico-finanziaria riportata all’interno del bando e inerente al monte compensi previsto per gli stipendi di lavoratrici e lavoratori: le cifre sembrerebbero non essere congruenti e adeguate. “Oltre a quelle elencate, c’è un’altra questione di grande rilevanza: per com’è strutturato, il bando, che peraltro scadrà il 15 settembre 2020, sembra esporsi al rischio di probabili contenziosi post-aggiudicazione”.

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“Se ciò dovesse accadere, come abbiamo motivo di credere dopo aver studiato attentamente il bando, le conseguenze sarebbero pesantissime sia per il Comune di Cerignola che per i cittadini cerignolani, sulle cui tasche ricadrebbero gli effetti di contenziosi milionari, sia per i lavoratori che attendono di poter ricominciare a lavorare sotto i migliori auspici di continuità del servizio e chiarezza della situazione”. “E’ per tutti questi motivi che, nei giorni scorsi, abbiamo chiesto un incontro con la struttura commissariale sul quale, ad oggi, non ci è giunta risposta. L’auspicio è che si possa ancora porre rimedio a questa situazione, ma il tempo incalza”.

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