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Venerdì, 20 Maggio 2022
Economia Manfredonia

"Se si ferma la pesca, si ferma Manfredonia"

Una delegazione della marineria di Manfredonia ha partecipato alla protesta dei pescatori a Roma e incontrato il sottosgretario Battistoni

“Se si ferma la pesca, si ferma Manfredonia!”. E’ terminato intorno alla 14 l’incontro che si è svolto presso il ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali alla presenza del sottosegretario Francesco Battistoni, al quale ha preso parte anche una delegazione delle marinerie di Manfredonia. Al fianco dei pescatori sipontini giunti in autobus a Roma per partecipare alla manifestazione di protesta contro il caro energia al grido di "Se il pesce fresco vuoi mangiare sul gasolio non speculare", c’erano il sindaco di Manfredonia Gianni Rotice, il consigliere regionale di Forza Italia Giandiego Gatta, l’assessore comunale allo Sviluppo Economico Antonio Vitulano, gli onorevoli Mauro D’Attis e Antonio Tasso.

Un tavolo interministeriale con ben otto punti d'intervento strategici per consentire al settore pesca italiano di uscire dall'attuale stato di crisi che ha accentuato lo stato di malessere strutturale di una categoria trainante per l'economia e lo sviluppo: stanziamento di 20 milioni di euro come contributo alla categoria per lo stato di emergenza da erogare immediatamente, sgravio per i costo del gasolio, cassa Integrazione in deroga, 'Legge 30' per aumentare le percentuali di sgravio, anticipo del 'Fermo Pesca', richiesta alla Ue di ulteriori risorse comunitarie dirette al settore, sospensione del pagamento delle rate dei mutui, ulteriore scostamento del bilancio del Governo nazionale per assegnare risorse economiche straordinarie.

Sono stati i temi focali affrontati nell'incontro con Battistoni, il quale, interloquendo con il sindaco di Manfredonia, in qualità di rappresentante istituzionale presente, ha aperto alla necessità di porre con forza le croniche problematicità del settore allargando la discussione anche ad altri Ministeri strategici come quelli del lavoro, economia e finanza. "Vogliamo lavorare, metteteci nelle condizioni di farlo. Non vogliamo sussidi per stare a casa, ma condizioni di lavoro dignitose per le nostre famiglie e per il futuro". E' stata la voce unanime dei manifestanti provenienti da tutta Italia riunitisi in protesta in Piazza SS. Apostoli e che dallo scorso sabato hanno ancorato i pescherecci nei porti per l'insostenibile caro gasolio. L'esito dell'incontro interlocutorio di oggi rasserena gli animi degli addetti ai lavori, i quali, però, non abbasseranno la guardia rispetto al traguardo da raggiungere. "Metterci la faccia (e la fascia), scendere al fianco degli operatori e fare gioco di squadra istituzionale ha sortito i primi effetti. E' un percorso ancora lungo, ma noi non demordiamo e saremo sempre in prima linea a difendere i diritti dei cittadini. La pesca è uno dei settori cardine della nostra città. L'economia del mare rappresenta il futuro ed i pescatori devono essere messi nelle condizioni di poter svolgere proficuamente e serenamente il loro lavoro. La pesca è l'identità e la storia della nostra città. Ora più che mai è fondamentale fare squadra anche a livello politico-istituzionale per portare le istanze nelle sedi più opportune. Possiamo guardare verso nuovi orizzonti con maggiore serenità, non siamo soli e non lasceremo indietro nessuno in balia delle onde".

Questo il commento dell'avvocato Giandiego Gatta: “E’ un grido di dolore che non può restare inascoltato ed è per questo che ho voluto accompagnare le marinerie della mia terra e di tutti i comuni costieri d’Italia. I costi per le nostre imbarcazioni sono aumentati di oltre il 100% e non ci sono più le condizioni per andare avanti, con il gasolio ormai alle stelle, che si aggiunge ad altri gravi problemi del comparto pesca. Il sottosegretario Battistoni, che ringraziamo vivamente per la sua disponibilità, si è detto pronto a promuovere ogni iniziativa, di concerto con gli altri ministeri interessati, per reperire ulteriori risorse per il comparto ittico e per trovare soluzioni adeguate ai problemi che affliggono gravemente il settore. Ci auguriamo che ciò avvenga in tempi ragionevoli perché la pesca, per la Puglia, è un’attività identitaria, in cui la storia di migliaia di famiglie si intreccia con quella della nostra terra. Non ci arrendiamo e continueremo, da Roma a Bari, a far sentire le ragioni del comparto e di tutti gli operatori economici stremati dagli insostenibili rincari”.

Soddisfatti dell’esito dell’incontro il primo cittadino Gianni Rotice, che ieri aveva incontrato la categoria in sciopero, presso il mercato ittico. I pescatori avevano simbolicamente consegnato in Capitaneria di Porto i documenti d'imbarco. “Tutti i pescherecci sono fermi ed il settore è giunto ad un punto di non ritorno: i costi sono aumentati del 100% e non ci sono più le condizioni per poter garantire anche i minimi guadagni. L’amministrazione comunale ha garantito che non lascerà indietro nessuno, allevatori, agricoltori e commercianti compresi. “C'è in ballo il futuro socio-economico di una città, un territorio, una regione, una nazione”.

Così l'on. Antonio Tasso: "La mia presenza al fianco dei pescatori è una testimonianza di quanto sia fondamentale il comparto della pesca per chiunque. E' un settore fortemente provato, non solo dal calo dei consumi dovuti alla pandemia, ma anche alla recente crisi energetica che ha elevato i costi dei carburanti in maniera insostenibile. L’economia del mare, l’economia della pesca, sono una risorsa nazionale, non soltanto della città di Manfredonia o del territorio. Il nostro impegno di rappresentanti istituzionali deve riuscire ad individuare i giusti sostegni ai pescatori per poter arginare l'effetto deleterio del caro-carburante. Ma dobbiamo considerare anche gli effetti delle normative europee sulla pesca, che hanno generalizzato senza tenere in debita considerazione le caratteristiche dei nostri mari, i fondali, la fauna ittica e le esigenze specifiche degli operatori. Senza considerare i vari adempimenti tecnico-fiscali per cui fare impresa diventa veramente difficile. Come rappresentante istituzionale ci sono, ci sono sempre stato e continuerò ad esserci".

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