Contratto scaduto da quattro mesi, lavoratori del settore lapideo scioperano: "Basta rinvii"

Il 12 luglio indetto lo sciopero nazionale di 8 ore con assemblea generale pubblica ad Apricena: concluderà i lavori il Segretario Nazionale Fabrizio Pascucci della Feneal Uil a nome delle segreterie nazionali Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil

Venerdì 12 luglio continua la mobilitazione nazionale dei lavoratori del settore lapideo, che vede il bacino marmifero Apricena, Poggio Imperiale e Lesina terzo per volumi produttivi a livello nazionale. Previsto uno Sciopero Generale di 8 ore con in programma una assemblea generale pubblica ad Apricena, presso la Sala Casa Matteo Salvatore alle ore 9,30, dove concluderà i lavori il Segretario Nazionale Fabrizio Pascucci della Feneal Uil a nome delle segreterie nazionali Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil.

I Segretari Generali di Feneal Uil Foggia, Juri Galasso, Filca Cisl, Urbano Falcone, Fillea Cgil, Giovanni Tarantella, giudicano “grave il disinteresse alle trattative nazionali della sezione marmi di Confindustria di Capitanata. Il Contratto è ormai scaduto da quattro mesi, l’ultimo incontro svolto in ristretta ha evidenziato un atteggiamento dilatorio rispetto ai tempi per il rinnovo contrattuale, con una probabile convocazione il 18 luglio, che produce un evidente ed inaccettabile danno nei confronti dei lavoratori e non utile a determinare un rinnovo del Contratti in tempi adeguati”.

Inaccettabile per i sindacati “non volersi confrontare sulla piattaforma votata dai lavoratori, di perdere tempo ed offrire condizioni irricevibili, come quella di chiudere l’esperienza bilaterale del Cpnl, che andrebbe invece rafforzata anche a livello territoriale, e di aumentare il ricorso ai contratti a tempo determinato e a quelli in somministrazione, con l’introduzione di causali troppo ampie, e la richiesta di portare fino al 30% il limite percentuale dei contratti precari per azienda, in deroga alla normativa nazionale”.

Chiusura di Marmomacchine e Anepla sulla proposta del sindacato di lavorare per un contratto unico dei materiali da costruzione e distanze lontanissime anche su forma e quantità dell’aumento salariale: “Le controparti offrono 53 euro nel triennio, con verifiche ex post, vuol dire riservare agli addetti una crescita retributiva incerta e scarsa” proseguono i segretari di Feneal, Filca e Fillea, che giudicano inoltre “insufficienti le risorse su salario differito, sanità integrativa (Fondo Altea) e Previdenza complementare (Fondo Arco)” e troppo scarsa “la somma destinata all’Egr (elemento di garanzia retributiva), pari a 15 euro all’anno, che non aiuterebbe la diffusione della contrattazione di secondo livello, che è invece fondamentale per declinare a livello territoriale temi come l’organizzazione del lavoro, le risorse e la produttività.” 

Infine i lavoratori della Capitanata del settore lapideo scioperano anche per il rinnovo del contratto integrativo provinciale, scaduto ormai da due anni; Galasso, Falcone e Tarantella stigmatizzano “l’atteggiamento della sezione marmi di Confindustria di Capitanata e sollecitano l’avvio del tavolo delle trattative, con lo stesso protagonismo dinamico che la stessa ha nei confronti della Regione Puglia sulla nuova legge del settore estrattivo”.

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