Più sicurezza nelle cave, scatta lo sciopero: braccia incrociate ad Apricena

L'astensione dal lavoro nell'ambito della mobilitazione promossa da Feneal-Filca-Fillea. Nel comparto del marmo dal 2010 ad oggi hanno perso la vita 29 lavoratori, nel 2016 sono già 4 le vittime

Foto da Rete.Comuni.Italiani

Braccia incrociate, nelle cave di marmo di Apricena. Domani, giovedì 28 aprile, sciopero di 8 ore delle maestranze del distretto marmifero di Apricena: l’astensione dal lavoro rientra nell’ambito della mobilitazione promossa dalle segreterie nazionali di Feneal-Filca-Fillea, a seguito del tragico incidente avvenuto lo scorso 14 aprile a Carrara, dove hanno perso la vita due operai

I lavoratori confluiranno dalle 9 nel centro di Apricena dove in Piazza Federico II terranno una assemblea pubblica. “Questo nuovo drammatico episodio – affermano i segretari generali Juri Galasso, Urbano Falcone  e Giovanni Tarantella - conferma che la questione sicurezza è un tema quanto mai attuale e di grande rilevanza per il settore, e che non può rimanere inerme di fronte a situazioni così tragiche che rischiano di ripetersi sistematicamente in mancanza di politiche serie ed interventi legislativi adeguati”.

Nel comparto del marmo dal 2010 ad oggi hanno perso la vita 29 lavoratori, nel 2016 sono già 4 le vittime. “Il settore delle costruzioni paga un pesante tributo di sangue a causa delle inadempienze e delle superficialità con le quali viene organizzato il lavoro nelle aziende. A cominciare da quelle del marmo che, nonostante i positivi risultati economici del settore, non sembrano impegnate nel tramutare i valori positivi della ripresa anche in nuovi e più adeguati investimenti in sicurezza”.

Lo sciopero è stato deciso per il 28 aprile perché cade nella Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza del Lavoro, data in cui i sindacati di tutto il mondo sono mobilitati per ricordare le vittime del lavoro e rinnovare l’appello ai Governi nel deliberare impegni economici e normativi a tutela della salute nei luoghi di lavoro e a protezione dei familiari delle vittime.

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