Foggia, è la rivolta dei benzinai: sette giorni di sciopero. "Carburante troppo caro"

Una scelta finalizzata a costringere le compagnie petrolifere ad abbassare i prezzi dei carburanti imposti ai gestori, che penalizzano i consumatori e spingono al fallimento le piccole imprese di gestione

Coop di Foggia (Ph Roberto D'Agostino)

Per sette, lunghi giorni consecutivi tutti gli impianti di carburante a Foggia resteranno chiusi. Precisamente dal 6 al 12 dicembre, quando i benzinai della città incroceranno le braccia in segno di sciopero.

Una scelta finalizzata a costringere le compagnie petrolifere ad abbassare i prezzi dei carburanti imposti ai gestori, che penalizzano i consumatori e spingono al fallimento le piccole imprese di gestione. E’ questo quanto deciso in una assemblea generale dei gestori di Foggia e proclamato dalle loro organizzazioni di categoria, Fegica Cisl e Figisc Confcommercio.

“L’eccezionale e assolutamente inedita decisione – si legge nella nota stampa -  è stata assunta a fronte della drammatica condizione di sofferenza dei gestori che mette ormai più che a rischio sia i livelli occupazionali, sia la capillarità stessa del servizio di distribuzione carburanti per la cittadinanza. Soprattutto dopo l’apertura di un punto vendita cittadino legato ad un noto marchio della distribuzione organizzata che, con prezzi inferiori fino a 20 centesimi al litro, rastrella già oggi oltre il 60% dei volumi di carburanti venduti nel comune”.

Proprio i prezzi praticati dal noto ipermercato, sostengono i gestori, sono la dimostrazione lampante che avere prezzi dei carburanti più bassi anche sugli impianti che recano i marchi delle compagnie petrolifere non solo è possibile, ma è anche necessario se si vogliono rispettare le leggi vigenti. Con i prezzi di vendita che le petrolifere assicurano all’ipermercato, "ai gestori non sarebbe nemmeno lontanamente sufficiente rinunciare per intero al proprio margine (3,5 cent/litro lordi) per poter essere competitivi".

"Per poter esercitare il loro sacrosanto diritto di difendere le loro attività - concludono - i dipendenti ed il servizio reso agli automobilisti non rimane che costringere le compagnie ad abbassare i loro prezzi o chiedere alle autorità l’autorizzazione di rifornirsi sul libero mercato alle migliori condizioni esistenti, come viene concesso all’ipermercato".

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