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Domenica, 22 Maggio 2022
Economia

E' paralisi nel Foggiano: tir fermi ovunque, produzioni a rischio

Sciopero degli ambulanti del mercato settimanale di Cerignola. Manifestazione degli autotrasportatori sulla A14, blocco dei tir sulle Statali 16 e 17 insieme di camionisti, agricoltori e allevatori. A rischio pane e generi di prima necessità. Allarme di Assoutenti e Coldiretti Puglia

Sono giorni concitati in provincia di Foggia, sulla A14 e sulle Statali 16 e 17, dove sono tuttora in corso le manifestazioni contro il caro carburante. Prosegue senza sosta alcuna la protesta di centinaia di autotrasportatori, agricoltori e allevatori, che ormai da alcuni giorni presidiano le aree di sosta e di servizio con i loro tir e mezzi agricoli; percorrono a passo d’uomo le arterie o le occupano lasciando però la possibilità di transitarvi regolarmente, tant'è che non si registrano particolari disagi o rallentamenti importanti.

Quest’oggi alcuni manifestanti sono partiti dal ‘Green Park’ direzione Termoli. Sempre sulla Statale 16, nelle vicinanze di un distributore di carburanti nei pressi dello svincolo per Torremaggiore, camion e trattori hanno occupato una delle due corsie, mentre i manifestanti che presidiano la Statale 17 a Lucera hanno raggiunto Foggia e sono entrati in autostrada (il video). Alla protesta si sarebbero uniti i colleghi di Cerignola. Sempre attraverso l’A14, i tir sono ritornati nel capoluogo dauno.

Non sono mancati momenti di tensione quando un’auto, sulla Statale 16 tra San Severo e Torremaggiore, ha rischiato di investire i manifestanti e ha accoltellato un autotrasportatore (leggi qui i dettagli).

Sempre in segno di protesta contro gli aumenti spropositati dei prezzi del carburante, circa 400 ambulanti del mercato settimanale di Cerignola, hanno deciso di non aprire.

I panificatori hanno scritto al prefetto di Foggia, informandolo che lo sciopero degli autotrasportatori sta mettendo a rischio la produzione del pane e altri generi di prima necessità (leggi qui)

700 tir fermi a Cerignola: le immagini video

“Giuste le proteste degli autotrasportatori ma no a danni per produttori e consumatori” afferma Assoutenti, in merito ai blocchi stradali che si stanno registrando a causa dello sciopero dei camionisti. “Il caro-benzina è un dramma che riguarda tutti, a partire dai consumatori che pagano due volte i rincari dei listini alla pompa, prima attraverso i costi di rifornimento di carburante, poi con i prezzi al dettaglio che salgono per effetto dei maggiori costi di trasporto. La protesta degli autotrasportatori, giusta nelle intenzioni, finisce tuttavia per danneggiare sia i produttori, sia i consumatori, portando ad un ulteriore incremento dei prezzi a causa della riduzione dei prodotti che non arriveranno in questi giorni nei negozi e nei supermercati” spiega il presidente Furio Truzzi: “Non è il momento di forme di lotta divisive e dannose, ma è il momento di unirsi per spingere il Governo a non rimanere a guardare e a intervenire per risolvere una emergenza, quella del caro-benzina, che costa 400 euro annui a famiglia solo per i maggiori costi di rifornimento”.

Un effetto valanga sul settore agroalimentare in Puglia per lo sciopero dei tir causato del caro carburanti che mette a rischio la spesa dei pugliesi, con i prodotti deperibili come ortofrutta, funghi e fiori che restano 'a terra' perché le consegne si sono ridotte già di oltre il 70%" dichiara Coldiretti Puglia, che denuncia il “blocco delle consegne per lo stop dell'autotrasporto con i camionisti che hanno incrociato le braccia scendendo dai mezzi mettendo a repentaglio le catene di approvvigionamento, quando l'85% delle merci per arrivare sugli scaffali viaggia su strada".

Aggiunge Coldiretti: "Le celle delle aziende agricole -stanno letteralmente 'scoppiando' di ortaggi, frutti e funghi che non riescono a raggiungere le piattaforme logistiche italiane di distribuzione, con alcuni tir già carichi di prodotti deperibili fermi sulle strade, con uno sciopero ormai ad oltranza ed il rischio che il cibo vada irrimediabilmente buttato".

Prosegue e conclude: "Il caro energia con un aumento medio in un anno del +67% del prezzo medio del gasolio sta svuotando i banchi di vendita dei supermercati con gravi ripercussioni -sulle produzioni agroalimentari soprattutto quelle deperibili per le difficoltà degli autotrasportatori strozzati dai prezzi del carburante più che raddoppiati. In Puglia il settore dei trasporti si conferma il settore più 'energivoro' ed è caratterizzato da un largo utilizzo di combustibili liquidi che coprono il 93,9% dei consumi del settore".

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