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Economia

Precari di Sanitaservice nel limbo: difficile prorogare le graduatorie in scadenza

A meno di un intervento normativo, non ci sarebbe niente da fare per i candidati dei concorsi banditi più di tre anni fa. Gli ausiliari-pulitori avevano scritto una lettera-appello alla Regione Puglia e ai sindacati

Si assottigliano le chance degli ausiliari-pulitori precari reclutati durante la pandemia negli hub vaccinali e nei presidi ospedalieri di Foggia e provincia che, in una lettera aperta, avevano chiesto di prorogare le graduatorie finali di merito della selezione bandita nel 2018. Mancherebbe un solido appiglio giuridico per posticipare la scadenza. Lo stesso dicasi per tutte le altre graduatorie finali di merito in scadenza degli avvisi pubblici targati Sanitaservice.

Sin dall’insediamento dell’amministratore unico, Massimo Russo, nel 2017, la società in house si è dotata di un regolamento per il reclutamento del personale, adottato previa consultazione sindacale e con delibera del direttore generale dell'Asl, come prevede la legge. Il riferimento normativo è l’articolo 19 del Testo unico sulle società partecipate. I bandi vengono redatti sulla scorta di quel regolamento: sono le 'regole del gioco', che non si possono cambiare in corso d’opera. Le graduatorie, secondo quanto sancito, “hanno validità non superiore ai tre anni”, ed entro quel termine la società può continuare a scorrerle.

Oggi non esisterebbe una norma che consenta di concedere una proroga o che addirittura lo imponga, determinando la necessità di un adeguamento normativo. Lo avrebbe messo nero su bianco anche la terna di avvocati interpellata da Sanitaservice: i legali hanno studiato il caso e hanno rilasciato un parere scritto. Anche una modifica al regolamento non avrebbe efficacia retroattiva per un bando già espletato. Il tema è stato ampiamente discusso negli incontri indetti con le organizzazioni sindacali firmatarie del Contratto collettivo nazionale.   

Nel caso la normativa lo consentisse, poi, non toccherebbe solo a Sanitaservice decidere e l’ultima parola spetterebbe all’Asl. Non c’è un termine all’aspettativa dei candidati in lizza, così come non c’è un termine all’aspettativa di coloro che all’epoca non hanno partecipato alla selezione e attendono il loro turno per avere un’opportunità. Vale lo stesso principio delle elezioni: c’è sempre un primo dei non eletti in attesa che tocchi a lui. È una materia delicata, che va necessariamente inquadrata tecnicamente. Non è una questione puramente sociale ma prettamente giuridica.

Semmai, avrebbe fatto comodo evitare nuove procedure e disporre di graduatorie in corso di validità, ma la società in house, che in Capitanata conta qualcosa come 1400 dipendenti, con tutta probabilità, sarà costretta a indire nuovi avvisi pubblici di selezione, per continuare ad evitare il ricorso alle agenzie interinali. Nel periodo della pandemia, dalle graduatorie la società ha attinto oltre 460 persone, alle quali ha proposto contratti da 6 a 12 mesi. Lo scorrimento della graduatoria “senza riserva di punteggio” per il reclutamento a tempo determinato degli ausiliari-pulitori è arrivato alla posizione 476, come riportato nell’ultimo avviso che reca la data di oggi, 12 aprile.

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