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Sanitaservice Foggia, Capozzi (Fsi) chiede risposte concrete: “Internalizzare tutto il personale”

La proposta del segretario territoriale della Federazione Sindacati Indipendenti "per far fronte al precariato e alle ingiustizie contrattuali". In alternativa non si esclude lo stato di agitazione

La scrivente O.S. osserva che, a seguito di un controllo da parte della Finanza, la Sanitaservice della ASL Foggia, negli ultimi giorni, occupa uno spazio rilevante nelle cronache giornalistiche locali. “Oramai da anni segnaliamo aspetti quantomeno “singolari” con cui operano le società affidatarie di incarichi di supporto da parte della ASL Foggia, presenti nella Provincia e utilizzate per sopperire a carenze strutturali di Personale e mezzi (118 o di supporto in generale)”.

È quanto dichiara la segreteria territoriale della Federazione Sindacati Indipendenti, a seguito dei controlli effettuati dalla Guardia Finanza a Sanitaservice della Asl di Foggia.

“La contemporanea presenza di tipologie diverse di società, come società in house, cooperative, volontari per svolgere i suddetti compiti già crea una certa confusione; questa viene completata all’interno delle suddette società dalla coesistenza, per il Personale operante, di diverse tipologie contrattuali. Difatti vi è Personale con contratto di sanità pubblica, altro con contratto di sanità privata, altro con contratti a prestazioni (fatturazione con partita IVA), altri ancora che prestano servizio di volontariato. Tutto questo genera incomprensioni e disparità tra il Personale operante”, denuncia Achille Capozzi, segretario territoriale di Fsi-Unae.

L’USB precisa: “Nessuna evasione fiscale”

Sulle differenze contrattuali Capozzi precisa: “Non si riducono solo ad una differenza retributiva, alle volte anche consistente, ma producono effetti molto diversi in caso di malattie, gravidanze, stabilità del lavoro, aspetti previdenziali etc. Si chiede se nella contemplazione del rapporto costi/benefici siano stati considerati anche gli aspetti derivanti dal “precariato” prodotto dalle suddette scelte politiche. Ma questo ‘processo virtuoso’, iniziato da quasi 10 anni e volto ad ottenere un consistente risparmio della spesa sanitaria, ha conseguito effetti concreti?

Quanto abbiamo risparmiato?

Il segretario territoriale di Fsi – Unae fa eco alle dichiarazioni del consigliere regionale Giannicola De Loenardis a proposito dell’Iva non versata allo stato, circa 25 milioni di euro: ”Mettiamoci anche i risvolti negativi di immagine per le inspiegabili note di credito (abbuoni) di fine anno negli anni 2011 e 2012 versate dalla Sanitaservice alla ASL Foggia. L’importante è che quando si tireranno le somme, se il conto non torna, le conseguenze non gravino sulla collettività con servizi più scadenti o dai lavoratori che notoriamente sono sempre i primi a pagare (per le colpe degli altri).  

Conclude Capozzi: “La nostra proposta, più volte avanzata, di internalizzare tutto il Personale, alla luce di quanto sta accadendo, non risulta più, come invece appariva agli occhi di superficiali burocrati, un mero proclamo populista. Non lo è mai stato. E il tempo ci sta dando ragione. A questo punto vogliamo risposte. Il Personale deve essere rispettato. Noi chiediamo e lo ripeteremo sempre, che si avvii il processo di stabilizzazione ed internalizzazione di tutto il Personale per garantire una continuità nell’erogazione dei LEA e, al contempo, una reale azione volta al contrasto delle ingiustizie contrattuali e del “precariato”. In assenza di concrete risposte si preannuncia il ricorso a tutte le forme di contestazione sindacale che non escludono, in prima istanza, la proclamazione dello stato di agitazione”.

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