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Che fine ha fatto il mercato agricolo a km 0 di San Severo?

A sollecitare l'amministrazione comunale a dar seguito ad una delibera consiliare e ad un regolamento adottato nel 2015 è Umberto Porrelli di Alpaa Puglia. Dovrebbe sorgere a Porta San Marco

Che fine ha fatto il mercato agricolo a km zero che doveva essere realizzato nel nuovo mercato rionale di porta San Marco, a San Severo? A sollecitare l’amministrazione comunale a dare seguito al deliberato consiliare, il cui regolamento è stato adottato dal consiglio comunale su proposta del movimento civico Terra Nostra nel febbraio del 2015, è Umberto Porrelli, Vice Presidente regionale Alpaa Puglia.

Il mercato Km 0 richiesto da anni da giovani agricoltori e da tanti sanseveresi ha come obiettivo la vendita di prodotti locali in modo che il prodotto per arrivare dal luogo di produzione a quello di vendita e consumo, percorre il minor numero di chilometri possibile. In questo modo si ridurrebbe l'impatto ambientale che il trasporto di un prodotto comporta, in particolare l'emissione di anidride carbonica che va ad incrementare il livello d'inquinamento.

“Sono trascorsi 3 anni da quella data – spiega il vice presidente Alpaa, Umberto Porrelli – eppure molti sanseveresi sono costretti a recarsi presso negozi specializzati per acquistare prodotti ortofrutticoli biologici con prezzi superiori, in attesa che anche in città possa svilupparsi una filiera diretta tra il produttore e il consumatore. Il mercato a km zero previsto nelle giornate domenicali nella sede del nuovo mercato di porta San Marco avrebbe dovuto tracciare una linea diretta tra produttore e consumatore, favorendo il consumo di prodotti biologici e a chilometro zero a prezzi competitivi e accessibili a tutti. Un progetto importante anche dal punto di vista culturale. Infatti, l’idea di base promossa dal progetto #tavolierefilieracorta era il recupero e la valorizzazione della cultura contadina come motore economico e culturale della comunità sanseverese”. Il progetto è però in stand-by e sono in molti, compresi i commercianti di via don Minzoni e via Teresa Masselli a chiedersene i motivi.

“Per quale motivo – prosegue Porrelli -, una iniziativa da realizzare a costo zero per il Comune e che potrebbe attrarre in città anche residenti dei paesi limitrofi promuovendo tradizioni enogastronomiche con momenti di cultura popolare sia ferma al palo senza alcuna ragione? Prima che passino altri anni, sarebbe il caso che amministrazione comunale, associazioni di categoria, sindacati ed esperti di welfare si trovino intorno ad un tavolo per dare una svolta alla vicenda”.

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