Mercoledì, 29 Settembre 2021
Economia San Severo

‘A’ Campagna da Alfredo’, il picnic alla sera e a km 0 che ha conquistato i foggiani: "Anche così la Capitanata può rialzare la testa"

Ogni settimana l’uliveto di proprietà di Mennelli si colora del biancorosso delle classiche tovaglie da picnic, immergendosi nei profumi e nei sapori dei prodotti tipici locali che offre agli avventori. Il successo dell’iniziativa è testimoniato dai sold-out che settimanalmente si registrano

L’iniziativa parte da un sentimento più che nobile: l’amore per il territorio, che si declina però in tanto altro, dalla possibilità di offrire un contesto unico e diverso per trascorrere una serata speciale, a quella di mangiare cibi buoni e a km 0.

Da qui nasce ‘A’ Campagna da Alfredo’, teatro di picnic serali che nel giro di un anno hanno conquistato centinaia di persone provenienti dall’intera provincia. L’idea è di Alfredo Mennelli, titolare sanseverese del ristorante ‘Enogastronomia da Alfredo’: ogni settimana l’uliveto di proprietà di Mennelli si colora del biancorosso delle classiche tovaglie da picnic, immergendosi nei profumi e nei sapori dei prodotti tipici locali che offre agli avventori. Il successo dell’iniziativa è testimoniato dai sold-out che settimanalmente si registrano. “L’80% dei clienti vengono dal capoluogo. Forse perché lì c’è meno abitudine a vivere la campagna e maggiore il desiderio di fuggire dalla città”. Una sorta di percorso inverso rispetto a quanto accadde decenni fa, quando le campagne si svuotavano a vantaggio delle città.

Per Mennelli il successo dell’iniziativa non è affatto sorprendente: “Sicuramente alla base c’è il business, ma l’obiettivo principale è un altro e l’ho maturato dopo anni di esperienza sul campo. Ho notato che tante persone, soprattutto i più giovani, non conoscono i prodotti del nostro territorio. Inizialmente ho pensato fosse colpa loro, ma poi sono giunto alla conclusione che siamo soprattutto noi ristoratori che facciamo una cattiva comunicazione. Se si tende a ricercare le tipicità di altre province o altre regioni ignorando quanto di buono questa terra ha da offrire, qualche domanda dobbiamo porcela”.

Ed è per questo che i picnic, oltre a offrire a comitive o coppie di fidanzati la possibilità di trascorrere una serata diversa, è una forma innovativa ed efficace di marketing territoriale: “Ogni settimana facciamo una rotazione dei vari produttori. Il cliente può assaporare una volta i salumi di Pietramontecorvino, un’altra quelli di Casalvecchio, o i formaggi di San Marco in Lamis. Mettiamo dentro tutti i produttori. Non ce lo ha detto nessuno, ma ci sentivamo di farlo per rispettare la nostra terra, verso cui abbiamo un obbligo morale”, spiega Mennelli.

È solo un mattoncino – aggiunge il ristoratore sanseverese –, ma se lo facessimo tutti, forse la Capitanata potrebbe cominciare a rialzare la testa e non ci dovremmo crucciare per le classifiche che ci vedono sempre negli ultimi posti”.

Insomma, una strategia di marketing che coinvolge tutti gli attori, non soltanto chi possiede poteri decisionali: “È troppo facile prendersela con il politico di turno, se noi in primis non crediamo alle potenzialità del territorio e mostriamo scarso rispetto. Siamo da sempre una terra di agricoltori, eppure non siamo in grado di difendere le nostre ricchezze. Non esiste un consorzio dell’olio, per esempio. Per non parlare di quegli agricoltori che svendono i loro prodotti e poi fanno fatica a pagare le tasse e i propri dipendenti”.

L’idea del picnic parte dalle umili origini che Mennelli rivendica con estremo orgoglio: “Sono figlio di contadini, in campagna spesso ci si fermava a mangiare dopo una giornata di lavoro. All’epoca si mangiava molta verdura, adesso possiamo offrire prodotti più diversificati. In passato, con i miei soci mi occupavo di catering e realizzavamo aperitivi nelle discoteche, sempre offrendo prodotti di qualità, ma il contesto non era quello giusto per perseguire l’obiettivo. Devi spiegare ai clienti quello che stanno apprestandosi a mangiare, far capire la differenza tra un prodotto a km 0 e uno che si acquista abitualmente al supermercato”.

Fermarsi un attimo, mangiare cibo di qualità e conoscerne le origini. Obiettivi che si collegano perfettamente ai capisaldi dello Slow Food: “Oggi andiamo tutti di fretta, per questo l’idea del pic nic consente a chi ci viene a trovare di fermarsi, mangiare e comprendere ciò che sta mangiando”.

Ed è anche il contesto giusto per affrancarsi dalla frenesia dei giorni d’oggi: “Quando la gente viene qui abbandona il cellulare, che al massimo prende per immortalare l’evento con qualche foto. Lo sa, tra i tanti feedback ricevuti, c’è chi mi ha detto ‘Alfrè, per qualche ora ho dimenticato tutti i miei problemi’”.

Per Mennelli sono queste le risposte alle criticità di un territorio complesso come San Severo e l’intera provincia di Foggia, dove l’eco dei ruggiti della criminalità continua a risuonare: “Dico sempre che le brutte notizie viaggiano da sole e acquisiscono poi grossa risonanza. Poi c’è altro, la passione, l’amore per il luogo in cui viviamo che andrebbero coltivati ed esaltati. Io non credo che la delinquenza esista soltanto dalle nostre parti, ma l’immagine che noi diamo all’esterno dipende anche, se non soprattutto, dai nostri comportamenti. C’è una inciviltà diffusa che coinvolge anche la gente comune. E credo che tutto parta da lì, anche dai piccoli gesti, che sia una carta gettata a terra o un parcheggio in doppia fila, o l’occupazione illecita dello stallo di sosta per invalidi. È l’atteggiamento culturale che va cambiato. Così come è necessario che io padre di famiglia faccia capire a mio figlio quanto sia straordinariamente ricco il posto in cui vive. Se cambiamo la nostra percezione del posto in cui abitiamo, forse riusciamo anche a cambiarla verso chi ci guarda dall’esterno”.

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