Lunedì, 27 Settembre 2021
Economia San Giovanni Rotondo

"Turismo religioso allo stremo". Monta la protesta nella città di San Pio. Gli imprenditori: "Dimenticati tra i dimenticati"

Manifestazione di protesta pacifica, statica, e nel rispetto delle norme anti contagio nella serata del Venerdì Santo. Gli operatori del settore vessati dalla crisi chiedono al Governo ristori adeguati. Nella città di San Pio appuntamento davanti alla chiesa santuario di Santa Maria delle Grazie

San Giovanni Rotondo è tra le cinque città santuario italiane che venerdì 2 aprile ospiteranno in contemporanea la manifestazione di protesta degli imprenditori del turismo religioso.

“La filiera legata al turismo è allo stremo - dice Confcommercio - Da Assisi, Cascia, Loreto, Pompei e San Giovanni Rotondo, le piccole imprese chiedono per se stesse e per tutti i colleghi d'Italia un'attenzione particolare. Occorre un intervento speciale, immediato e strutturale. Queste preziose, piccole città non si arrendono a diventare buie scatole vuote”.

È la prima volta che le cinque città più rappresentative del settore scendono in piazza insieme per rappresentare il dramma degli operatori e la grande preoccupazione per il futuro.

Non a caso è stato scelta la data del Venerdì Santo. Alle 20, centinaia di imprenditori di Assisi, Cascia, Loreto, Pompei e San Giovanni Rotondo si uniranno in un una protesta pacifica e nel rispetto delle regole di sicurezza, "ma estremamente determinata - fanno sapere da Confcommercio - La protesta di chi non si arrende a morire nell’indifferenza generale". Sarà una manifestazione statica ma di forte impatto emotivo, promettono.

Nella città di San Pio la manifestazione, coordinata da Confcommercio provinciale, si svolgerà nel piazzale antistante la chiesa santuario di Santa Maria delle Grazie. Saranno presenti anche autorità religiose, civili e militari.

L’iniziativa è di Confcommercio Assisi e del suo presidente Vincenzo Di Santi, che a partire dallo scorso novembre ha coordinato la protesta delle realtà imprenditoriali del territorio stremate dalla crisi economica.

Da allora, ogni settimana e sotto lo slogan #noidimenticati, decine di piccoli imprenditori si sono dati appuntamento nei luoghi più suggestivi della città umbra per mostrare alle istituzioni la loro condizione di estrema difficoltà, ma anche la volontà di non mollare.

Dopo oltre un anno dall’inizio della pandemia che ha completamente azzerato il turismo e svuotato completamente le città che basavano la loro economia prevalentemente su questo settore, da Assisi la protesta si è estesa ad altre città santuario, che condividono questa battaglia.

I ristori previsti per queste realtà sono infatti del tutto insufficienti. Cascia, che con tutto il territorio della Valnerina vive ancora il martirio del terremoto, non è nemmeno ammessa al contributo a fondo perduto previsto dal decreto Sostegni, perché con una popolazione inferiore ai 10mila abitanti.

L’appello delle piccole imprese delle 5 città santuario, al Governo e ai parlamentari delle quattro regioni coinvolte, è di creare le condizioni perché gli aiuti arrivino davvero, in forma rapida e coerente con il danno subito in questo lunghissimo anno con incassi zero. “Siamo - dicono - dimenticati tra i dimenticati".

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