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Biblioteca provinciale di Foggia

Biblioteca provinciale di Foggia

La Regione salva la ‘Biblioteca provinciale’, ma “forte ridimensionamento nei servizi”

La Regione prenderà in carico i posti di lavoro di 70 unità impegnate nelle biblioteche, nei musei e nelle pinacoteche delle Province. E i restanti 38? Mercurio: “Avremo una biblioteca ridimensionata”

La Giunta regionale salva la Biblioteca provinciale di Foggia. Ad annunciarlo con grande entusiasmo è stato l’assessore regionale al Bilancio, Raffaele Piemontese:  “La Regione Puglia prenderà in carico i posti di lavoro delle donne e degli uomini impegnati nelle biblioteche, nei musei e nelle pinacoteche delle Province. Tra cui la nostra "La Magna Capitana". Lo avevamo detto e lo abbiamo fatto. L'amministrazione Michele Emiliano mantiene la parola”

Infatti, il governatore della Puglia ha proposto che il personale delle Province che passerà nei ruoli regionali a seguito della riforma ‘Delrio’ sarà destinato alla gestione di biblioteche, pinacoteche e musei. La proposta è stata condivisa dall’intero governo regionale. Secondo la ricognizione che sarà portata nei prossimi giorni al tavolo di coordinamento sul personale delle ex Province – esattamente il 28 gennaio - si tratta di 70 unità di personale. “Questa decisione ci permetterà di affrontare con più serenità questioni come la funzionalità di strutture come la Biblioteca provinciale di Foggia, autentico fiore all’occhiello del sistema bibliotecario provinciale e di altre istituzioni culturali” ha spiegato a sua volta l’assessore al Personale, il vicepresidente Antonio Nunziante.

Si comincerà quindi dai lavoratori dei presidi culturali delle sei province pugliesi. Successivamente si parlerà dei dipendenti delle partecipate. Dei 108 dichiarati in esubero sono 70 sono quelli che la Regione metterà a disposizione per la mobilità. Resterà da capire che fine faranno i restanti 38. Vero è che la ‘Magna Capitana’ non chiuderà, ma è altrettanto vero che conti alla mano subirà un forte ridimensionamento nei servizi.

Esattamente così come dichiarato in una nota su Facebook da Franco Mercurio: “108 sono i dipendenti delle sei province pugliesi, addette a vario titolo al comparto cultura, che sono stati dichiarati in esubero. 70 sono i posti che la Regione Puglia mette a disposizione per la mobilità. In altri termini, allo stato attuale sono 38 i dipendenti, nelle biblioteche, musei, teatri, pinacoteche, ecc. delle ex province pugliesi, che non troveranno capienza nella pianta organica della Regione. Dati alla mano ci sarà un taglio di circa il 40% che molto presumibilmente sarà lineare e riguarderà tutte le province.  Questo significa che la "salvezza" della Biblioteca Provinciale di Foggia comporterà il "sacrificio" del 40% circa dei dipendenti, che ora a lume di naso significa la riduzione del 40% circa dei servizi o, in alternativa, degli spazi aperti al pubblico o, in alternativa, degli orari di apertura della Biblioteca. Come purtroppo paventavo, avremo una biblioteca ridimensionata.

La sollevazione popolare e il pronunciamento dei Consigli Provinciale e Comunale volevano scongiurare proprio questo evento, perché non è per nulla difficile tenere aperta una biblioteca con pochi dipendenti; è molto più complesso e delicato riuscire a farla funzionare.  Insomma tutto quanto di pubblico sia accaduto in queste settimane per evitare il ridimensionamento della Biblioteca, sembra non aver sortito molto di più di quanto già aveva, sua sponte, offerto il Presidente Emiliano, quando rassicurò i foggiani che avrebbe "salvato" la biblioteca, riducendo il numero dei dipendenti.

Eppure lo sforzo congiunto, compiuto dal prof. Giulio Volpe sul piano "tecnico" e dagli on. Scalfarotto, Bordo e Mongiello sul piano "politico", ha aperto una prospettiva inedita per la nostra Biblioteca, suscitando l'interesse benevolo dell'on. Franceschini. Questa opportunità era stata immediatamente colta dal presidente della Provincia, Francesco Miglio, che ha invitato a sedersi intorno ad un tavolo di concertazione Ministero, Regione e Provincia, avanzando un'ipotesi che toglierebbe la Ragione dalle difficoltà in cui oggettivamente si trova.

MENO DIPENDENTI, MENO SERVIZI

Se, infatti, la Biblioteca fosse ministerializzata con il passaggio dei dipendenti al MIBACT si avrebbero due effetti: il primo è tutto rivolto a rafforzare il ruolo della nuova Soprintendenza di Foggia, che potrebbe fondare sulla provinciale statalizzata tutte le funzioni di tutela del patrimonio librario; il secondo è tutto rivolto a salvaguardare l'intero comparto degli istituti culturali appartenuti alle ex province.

Basta fare i conti. Se dai 70 posti che mette a disposizione la Regione per le funzioni culturali, si tolgono i 58 dipendenti della biblioteca di Foggia, restano garantiti tutti gli altri dipendenti del comparto cultura presenti in Puglia. In altri termini tutti i musei, le pinacoteche, i teatri e le altre biblioteche pugliesi vedrebbero garantiti tutti i posti di lavoro ed i cittadini si vedrebbero assicurati tutti i servizi, senza alcuna mutilazione. Ossia spending review a servizi invariati.

E' così complicato riuscire a mettere intorno allo stesso tavolo Ministero e Regione e discutere, senza contrapposizioni, ma esaltando le sinergie, in grado di ripartirsi gli oneri, salvaguardando l'integrità dei servizi finora offerti? Ora questa decisione regionale di prendere le funzioni bibliotecarie, ma non tutto il personale, cosa sortirà a Roma? Il MIBACT dimostrerà ancora interesse alla biblioteca foggiana, o giustamente penserà di dirottare altrove le risorse che stava accantonando per Foggia, che comunque non avrà più la biblioteca nella sua integrità, così come tutti la conoscono da oltre 40 anni?

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