Roghi tossici e rifiuti nei terreni agricoli: "Incuria delle aziende e scarsi controlli, le cause"

Un'estate, in campo agricolo, caratterizzata da diversi incendi (provocati dagli stessi agricoltori) e dallo sversamento di rifiuti - quasi sempre provenienti dalla Campania - sversati illegalmente di notte

Decine di roghi, anche quest'anno, hanno caratterizzato l'estate in campo agricolo. Roghi provocati dagli stessi agricoltori, in teoria, per evitare di smaltire i rifiuti prodotti dalla coltivazione. 'In teoria', perché in realtà i tubicini utilizzati per l'irrigazione vengono ritirati gratuitamente da ditte di riciclo della plastica. La stessa sorte toccherebbe anche ai contenitori di polistirolo delle piantine. Ma molti agricoltori preferiscono inquinare il proprio terreno, la propria falda acquifere, l'aria circostante piuttosto che stipare e consegnare alle ditte preposte al ritrito, il materiale di scarto. 

Negli ultimi anni molti imprenditori agricoli hanno preferito l'utilizzo di tubicini di irrigazione riutilizzabili i quali, già dopo il terzo riutilizzo, apportano un risparmio notevole all'azienda. Ad oggi i tubi 'usa e getta' hanno un costo di circa 300€/ettaro contro i 1000€/ettaro dei riutilizzabili che durano anche 10 anni. Altro fattore a sfavore dei dispositivi 'usa e getta' sta nella fragilità degli stessi che, molto spesso vengono bucati dai gabbiani o addirittura da alcuni tipi di insetti, procurando un dispendio energetico e idrico, non indifferente.

A questo, si aggiunge il fenomeno dello sversamento di rifiuti provenienti dalla Campania e scaricati nottetempo in terreni incolti: "È inaccettabile che le aree rurali vengano utilizzate come discariche a cielo aperto – denuncia Coldiretti Puglia – depauperando un territorio curato e produttivo, inquinando la terra e il sottosuolo, arrecando un danno ingente all’imprenditore agricolo che spesso è chiamato a rimuovere i rifiuti sversati da altri, se non riesce a dimostrare di non averli prodotti" dichiara Coldiretti Puglia. 

Ma, come spiega ai microfoni di Foggiatoday, Donato Del Mastro, dirigente Coldiretti Foggia, basterebbero più controlli ai caselli (nello specifico a Foggia, sarebbero i caselli di Candela e di Cerignola, uniche uscite per chi proviene dalla Campania) per arginare il fenomeno. 

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