Domenica, 19 Settembre 2021
Economia

Ristoranti aperti anche a cena in zona gialla e a pranzo in zona arancione. Il Cts blocca tutto: "Alcun via libera"

Non c'è l'ok del comitato tecnico scientifico. Il qui pro quo sulla riapertura dei ristoranti

Ristoranti aperti anche la sera in zona gialla e a pranzo in zona arancione. In un primo momento sembrava che il comitato tecnico scientifico avesse accolto positivamente l'idea discussa durante e dopo l’incontro dello scorso 18 gennaio con il ministro Stefano Patuanelli e la sottosegretaria Alessia Morani.

E invece questo pomeriggio è arriva la smentita: "Non c'e' alcun via libera alla riapertura della ristorazione nelle zone e negli orari che attualmente ne prevedono la chiusura. Nel verbale della riunione del Cts del 26 gennaio 2021 vi sono indicate, anzi, alcune considerazioni sul rafforzamento delle misure restrittive adeguandole alle caratteristiche strutturali dei locali e alla tipologia del servizio reso" recita una nota del Cts.

Un confronto articolato e serrato quello tra le principali sigle sindacali del mondo della ristorazione - Fipe-Confcommercio e Fiepet Confesercenti -, il ministero dello Sviluppo economico e i vertici del comitato tecnico scientifico, che sembrava avessero condiviso di valutare in modo differente i diversi profili di rischio all’interno del variegato settore della ristorazione, privilegiando chi ha a disposizione spazi e sedute per la consumazione di cibi e bevande. E invece così non è.

Una possibilità che sarebbe stata accompagnata dal massimo rigore sull’applicazione misure di sicurezza sanitaria: distanziamento di un metro non solo tra i tavoli, ma anche nelle aree di passaggio, l’utilizzo sistematico dei dispositivi di protezione individuale per gli addetti al servizio, l’esposizione di una chiara informativa all’esterno dei locali con l’indicazione della capienza massima.

Un fraintendimento che stride oltretutto con le dichiarazioni del viceministro della Salute Pierpaolo Sileri rilasciate a Radio Popolare: "Lo sostengo da molti mesi, credo che i ristoranti possano essere riaperti, in zona gialla, in sicurezza e con controlli rigidi fino alle 22. Sicuramente per le zone gialle credo che l'indirizzo sarà quello di tenere aperti i ristoranti alla sera".

Affermazioni in controtendenza rispetto a quanto fatto trapelare dal Cts, secondo il quale, appunto, non ci sarà alcun via libera alla riapertura della ristorazione nelle zone e negli orari che attualmente ne prevedono la chiusura".

"Farci aprire a pranzo è una beffa: incassi giù dell’80%". L'allarme di Tni-Ristoratori Toscana: “Il bilancio dei primi quattro giorni di zona gialla per Calabria, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto è agghiacciante e conferma la situazione che stanno vivendo le altre regioni. Senza la cena, le piccole e medie imprese sono destinate a morire”. Ecco le drammatiche testimonianze di quattro imprenditori". A chiedere aiuto anche Rino Buonpensiero di Peperone a Foggia: “Con il pranzo perdiamo il 70% del fatturato”.

Eppure Lino Enrico Stoppani, presidente Fipe-Confcommercio aveva fatto trapelare un certo ottimismo: “E’ un risultato significativo che arriva grazie ad un confronto non certo urlato, ma molto intenso e propositivo. Dopo un anno nel quale le nostre attività sono state costrette a rimanere chiuse o a lavorare in condizioni proibitive, ai tavoli istituzionali ci siamo evidentemente fatti portavoce del grande disagio del settore, ma abbiamo anche cercato delle soluzioni realistiche e tempestive, dimostrando che era possibile tornare a lavorare in sicurezza. Desidero ringraziare il ministro Patuanelli, la sottosegretaria Morani e il cts per l’attenzione dimostrataci e per la volontà di arrivare ad un risultato. Ci auguriamo che il Governo che si sta costituendo in questi giorni provveda nel più breve tempo possibile all’emanazione di un nuovo Dpcm per consentire di aprire a cena fino alle 22 in fascia gialla e durante le ore diurne in fascia arancione a chi ha spazi con tavoli. Sarà un banco di prova importante per dimostrare da parte del nostro settore maturità e rispetto delle regole e chiediamo alle forze dell’ordine e alle amministrazioni comunali di darci una mano con i controlli in questa direzione”.

“I nuovi criteri di valutazione segnano un cambiamento importante nell’approccio alla questione sicurezza nei pubblici esercizi. Con le corrette misure di prevenzione, sarà possibile far ripartire il servizio al tavolo a cena nelle regioni in fascia gialla e a pranzo in fascia arancione.  Adesso ci aspettiamo che la novità venga recepita al più presto in un provvedimento legislativo, che elimini anche le inique restrizioni sulla vendita d’asporto che colpiscono le enoteche. Dopo un anno terribile, le imprese della somministrazione vogliono tornare a lavorare in sicurezza” aveva sottolineato Giancarlo Banchieri, Presidente di Fiepet-Confesercenti. "

Questo invece il commento della sottosegretaria Morani: “Con Fipe Confcommercio e Fiepet Confesercenti abbiamo fatto un lavoro serio e costruttivo per aiutare i nostri ristoratori che stanno affrontando questa pandemia con coraggio e abnegazione. Le osservazioni del Cts sul protocollo presentato dalle associazioni costituiscono una importante indicazione per il prossimo governo che avrà l’onere di valutarne la possibile traduzione in un provvedimento. Sono certa che verrà prestata la giusta attenzione a questa categoria così importante per la nostra economia”.

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